Il villaggio di Kocho, nel Nord dell’Iraq, è stato il teatro di un nuovo massacro compiuto ieri dai Jihadisti dello Stato Islamico ai danni della minoranza yazida. Decine di persone uccise, secondo le testimonianze raccolta dalla France Presse, tra cui almeno 80 uomini. E, nello stesso raid sono state rapite anche 100 donne, portate dai miliziani nelle roccaforti di Mosul e Tal Afar.
“Hanno compiuto un massacro contro la popolazione – ha detto l’alto funzionario curdo Hoshyar Zebari, citando informazioni di intelligence e fonti locali – circa 80 persone sono state uccise”.
Lo stesso racconto è stato fatto da un altro funzionario curdo della provincia di Dohuk. Mentre un testimone ha riferito di aver visto molti cadaveri nel villaggio, che si trova 20 km a sud del monte Sinjar, dove da giorni si è rifugiato il grosso degli yazidi.
Intanto è atterrato oggi a Erbil, nel Kurdistan iracheno, il primo dei sei voli umanitari decisi dal governo italiano per garantire aiuti agli sfollati e ai profughi in fuga dai jihadisti dallo stato islamico, che hanno trovato rifugio nel nord dell’Iraq. Lo ha confermato sul proprio account Twitter l’ambasciatore italiano in Iraq, Massimo Marotti.
I ministri degli esteri, Federica Mogherini, e della difesa, Roberta Pinotti, avevano annunciato giovedì scorso il via libera a un ponte aereo, con sei voli. Mentre ieri dal vertice Ue di Bruxelles è arrivato il via libera alla fornitura di armi ai curdi, impegnati nei combattimenti contro i jihadisti.

