Nella battaglia contro gli jihadisti che minacciano Kobane, la comunita’ internazionale si concentra sull’assistenza ai curdi impegnati nella difesa della citta’ al confine con la Siria. Nella notte gli Usa hanno paracadutato casse di armi, munizioni e attrezzature mediche ai curdi assediati: “Un aiuto enorme”, hanno fatto sapere i miliziani, spiegando che avra’ “un effetto positivo” sulle operazioni militari anche da sola se non bastera’ ad evitare una . Era la prima volta che gli Usa lanciavano materiale ai curdi nella citta’ da settimane assediata dagli jihadisti. Si attendeva una possibile protesta della Turchia per il fatto che vengono fornite atmi ai curdi e invece Ankara ha reagito con l’annuncio che aiutera’ i peshmerga, le truppe curde del Kurdistan iracheno, a raggiungere la citta’ assediata attraverso l’unico varco che si trova in territorio turco.
“Aiuteremo i peshmerga a entrare a Kobane: stiamo negoziando la questione”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, “Non abbiamo alcun desidero di veder cadere Kobane”. Anche l’annuncio e’ un’assoluta novita’ nella posizione della Turchia che finora aveva rifiutato di far passare i miliziani curdi attraverso il suo territorio, ‘via libera’ necessario visto che l’unico corridoio di ingresso nella citta’ e’ quello alla frontiera tra Turchia e Siria. Il ministro non ha invece voluto esprimersi sul lancio di armi e munizione da parte degli americani, limitandosi a dire che la Turchia sta valutando l’accaduto. Ma non ha neppure lasciato intendere che la Turchia fosse irritata (“Siamo in piena collaborazione con la coalizione), facendo invece un generico riferimento alle “minacce” nella regione: “Vogliamo disfarci di tutte queste minacce”.
La Turchia ha avviato rapoprti con le autorita’ curde del Kurdistan iracheno, che controllano i peshmerga; ma continua a bloccare l’ingresso dei miliziani del Pkk in Siria. Ancora domenica, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha assimilato il Partito Unione e Democrazia (Pyd), che coordina le milizie di Kobane, con il partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). Ci sono almeno altri sette gruppi che difendono Kobane, ha aggiunto Cavusoglu, che ha invece rinnovato l’appello al Pyd perche’ collabori con l’opposizione siriana dell’Esercito libero siriano e rinunci all’idea di creare una regione autonoma curda in Siria.
Nel lancio di aiuti su Kobane, sono stati coinvolti tre Hercules C-130 che hanno paracadutato 27 pacchi. Un portavoce curdo ha ringraziato per gli aiuti, ma ha gia’ detto che non basteranno e ha chiesto altre armi e munizioni. Dall’Indonesia, dove e’ andato a cercare maggiore sostegno nella battaglia contro lo Stato Islamico, Kerry ha spiegato che si e’ trattato della risposta a “un’emergenza”, “uno sforzo momentaneo” alla crisi.
