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Esteri
Isis, il Pentagono studia l'invio di truppe di terra a Mosul

Contravvenendo alla dottrina "no boots on the ground" (nessun soldato sul terreno) finora propugnata da Barack Obama, i vertici del Pentagono stanno raccogliendo tutte le informazioni possibili sulle difese di Isis a Mosul. Questo per decidere se raccomandare al presidente l'invio di un contingente al fianco dell'esercito iracheno per riconquistare la seconda citta' del Paese, la prima che i jihadisti conquistarono a giugno. Lo riferisce la Cnn, citando fonti del Centcom (il comando centrale Usa che cordina le azioni contro Isis in Iraq e Siria) secondo il quale la tempistica vedrebbe l'inizio dell'assalto ad aprile.

Isis: 26 raid aerei coalizione in Siria e Iraq in ultime 24 ore - Sono 26 in tutto i nuovi attacchi aerei sferrati dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti contro le postazioni dello Stato Islamico tra Siria e Iraq nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il comando congiunto alleato di Washington, secondo cui quindici sono stati i raid in territorio iracheno, concentrati su Mosul, Kirkuk, Tal Afar, Qaim e Makhmour, mentre undici quelli sul nord siriano, e in particolare nove nei dintorni di Kobane, al confine con la Turchia.

Trovata fossa comune con resti di 23 yazidi nel Kurdistan - I resti di 23 uomini della minoranza yazida trucidati dall'Isis sono stati scoperti in una fossa comune nel villaggio di Bardiyan, nel Kurdistan iracheno. Lo ha reso noto un portavoce del governo regionale curdo, Fuad Othman. Era stato un abitante del villaggio a segnalare alle forze curde il punto in cui sono stati sepolti gli yazid

Cnn, jihadisti a caccia occidentali in Libano e Giordania - Gli jihadisti dell'Isis stanno dando la caccia a cittadini occidentali da prendere in ostaggio. Lo ha riferito alla Cnn una fonte dei servizi mediorientali, secondo la quale i miliziani sunniti hanno pianificato agguati in particolare in Libano e in Giordania. Gli jihadisti hanno intenzione di portare gli ostaggi nel loro califfato in Siria, per sfruttarli nella propaganda mediatica e fare pressioni sui Paesi di origine dei rapiti. Dopo le decapitazioni, l'esecuzione del pilota giordano Muad Kasasbeh e l'annuncio della morte della volontaria americana Kayla Jean Mueller, che secondo l'Isis sarebbe stata uccisa in un raid aereo giordano, i miliziani sarebbero rimasti a corto di prigionieri. Non e' chiaro quanti ostaggi siano ancora nelle loro mani, anche perche' i governi mantengono il massimo riserbo e conducono spesso trattative segrete per non mettere in pericolo la vita dei rapiti. Secondo l'emittente americana, lo Stato islamico ha risorse finanziarie sufficienti per corrompere guardie di frontiera, in modo da consentire ai propri miliziani di raggiungere gli altri Paesi e portare a termine i sequestri. "La frontiera e' molto, molto permeabile", ha spiegato il colonnello Rick Francona, ex militare americano attache' in Siria. Inoltre, i miliziani godrebbero di appoggi di gruppi terroristici affiliati, anche in Stati nordafricani, in grado di commettere rapimenti e di trasferire i prigionieri nella carceri dell'Isis nella citta' siriana di Raqqa. Particolarmente a rischio sarebbero i cooperanti che lavorano nei campi profughi in Libano e in Giordania.

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