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Isis, rapiti in Libia 35 egiziani. Iraq, 45 bruciati vivi

Isis, rapiti in Libia 35 egiziani. Iraq, 45 bruciati vivi
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Isis, in Libia rapiti 35 egiziani. In Iraq 45 bruciati vivi. Infuria la guerra in Libia e continua l’orrore Isis in Iraq

Isis, in Libia rapiti 35 egiziani. In Iraq 45 bruciati vivi. Infuria la guerra in Libia e continua l’orrore Isis in Iraq. Infuria la guerra in Libia dove sono stati rapiti 35 lavoratori egiziani. Lo riferisce il quotidiano di Stato egiziano “al Ahram”. La notizia arriva dopo l’esecuzione di 21 cristiani copti egiziani da parte dell’Isis a Sirte, alla quale Il Cairo ha risposto con il lancio di tre serie di raid contro le posizioni jihadiste nell’est della Libia. L’Egitto e’ in prima linea contro gli jihadisti dell‘Isis in Libia e continua a bombardare la roccaforte islamista di Derna. Ma i raid del Cairo non bastano e il presidente Abdel Fattah al Sisi si e’ rivolto al Consiglio di sicurezza dell’Onu per chiedere una risoluzione che autorizzi un intervento internazionale.

Ennesimo orrore di Isis. Bruciati vivi in Iraq.  I jihadisti dello Stato Islamico hanno arse vive 45 persone ad al-Baghdadi, a soli 8 km dalla base aerea di Ain Al-Asad, nell’Iraq occidentale, dove 320 marines americani stanno addestrando i soldati della VII divisione irachena. Lo riferisce il colonnello Qasim al-Obeidi, capo della polizia locale, senza specificare, sottolinea la Bbc, chi fossero le vittime e quali ‘crimini’ agli occhi degli uomini del ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi avessero commesso. Secondo al-Obeidi alcuni erano membri delle forze di sicurezza irachene. Isis aveva assunto il controllo della citta’ di al-Baghdadi, nella turbolenta provincia di Anbar, solo giovedi’ scorso dopo mesi di assedio. Al momento manca una conferma ufficiale.

L’opzione sara’ domani all’esame del Consiglio di Sicurezza. Sul campo la situazione rimane incandescente: gli F-16 egiziani, sostenuti dai Mig libici delle forze aeree del generale Khalifa Haftar, legato al governo internazionalmente riconosciuto di Torbuk, hanno compiuto nella notte 10 raid “uccidendo e ferendo decine di jihadisti”, ha riferito il ministro degli Esteri cairota, Sameh Shoukry. La soluzione militare resta comunque l’ultima chance e l’Ue ha ribadito che non portera’ alla conclusione del conflitto: la portavoce dell’Alto rappresentante Federica Mogherini, Catherine Ray, ha sottolineato la necessita’ di “incoraggiare il dialogo politico fra le diverse parti libiche, spingendole a sedersi a un tavolo come sta cercando di fare il rappresentante speciale dell’Onu Bernardino Leon”.

Stamane il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si e’ riunito a Palazzo Chigi con i ministri degli esteri Paolo Gentiloni (che riferira’ domani alla Camera), degli Interni Angelino Alfano e della difesa Roberta Pinotti assieme al Sottosegretario Marco Minniti. Nell’incontro e’ stato ribadito l’impegno italiano per una forte azione diplomatica in ambito ONU e il sostegno per una iniziativa urgente al Consiglio di Sicurezza che promuova stabilita’ e pace in Libia. Contro l’ipotesi di un intervento militare internazionale si e’ schierato Hamas che da Gaza ha respinto le ingerenze “di alcuni Paesi come l’Italia” che hanno intenzione di “intervenire negli affari interni della Libia con il pretesto di combattere il terrorismo” ma sarebbe solo “una nuova crociata” E’ pronto alla vendetta il leader dell’Isis, Abu Bakr al Baghdadi che ha ordinato nuovi rapimenti di lavoratori egiziani e avrebbe inviato un gruppo di suoi uomini a Sirte per formare un nucleo dell’Isis e diffondere l’ideologia del califfato.