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Esteri
Israele: tutti i soldati fuori da Gaza

Il ritiro dell'esercito israeliano stavolta è ufficiale. L'artiglieria israeliana tace.
Hamas ha smesso di sparare razzi: al 29esimo giorno dell'offensiva 'Margine Protettivo', alle 8 ora locale (le 7 in Italia), la guerra sembra ferma, finita. E' cominciata la tregua di 72 ore siglata tra Israele e le fazioni palestinesi di Gaza, grazie alla mediazione dell'Egitto, anche se i missili di Hamas sono stati sparati fino all'ultimo minuto, verso il sud di Israele, ma anche verso la Cisgiordania. Per Tsahal la missione è compiuta: distrutti 32 tunnel utilizzati per infiltrarsi in Israele, si può annunciare il totale ritiro dalla Striscia.

"Tutti i nostri soldati sono usciti da Gaza", annuncia il portavoce dello Stato ebraico Moti Almoz. L'alto ufficiale ha comunque precisato che un piccolo contingente rimarrà vicino al confine, pronto a reagire nel caso Hamas rompesse il cessate il fuoco. Identica la minaccia del movimento islamista in caso di "infiltrazione" militare.

Nelle prossime ore 300 camion dovrebbero entrare a Gaza: 10 portano materiale sanitario insieme con 5 ambulanze. Dovrebbero anche essere riparate a breve le linee per riportare l'elettricità nel martoriato territorio palestinese.

Tregua sempre fragile. La pausa concordata con la mediazione egiziana rappresenta infatti l'ennesimo tentativo di far tacere le armi e avviare il negoziato per una cessazione duratura delle ostilità, di dare un po' di respiro alla popolazione di Gaza. Ma un'ora prima della sua entrata in vigore, le sirene d'allarme sono entrate in funzione ad Ashkelon e in altre città vicine al confine con Gaza. Secondo i media israeliani, poco prima colpi di mortai erano stati sparati verso le colonie vicine al confine. Un razzo M75 a lunga gittata è caduto nei pressi della moschea di Beit Sahour in Cisgiordania, non distante da Betlemme.

Spiraglio per i negoziati. Il cessate il fuoco di tre giorni, annunciato nella stessa giornata in cui a Gerusalemme si sono verificati due "atti terroristici" con morti e feriti e a Gaza sono stati uccisi altri civili, dovrebbe ora portare al passo successivo, quello dei negoziati, visto che tra le condizioni poste c'è la richiesta che lo Stato ebraico torni al tavolo del Cairo. Una strada abbandonata la scorsa settimana dal governo di Benjamin Netanyahu che oggi ha invece convocato a Tel Aviv il gabinetto di sicurezza del governo. Una delegazione israeliana è attesa nelle prossime ore, la delegazione palestinese, di cui fanno parte membri di Hamas e della Jihad islamica, è in Egitto già da giorni ma si è appreso che l'intelligence israeliana in realtà è rimasta al Cairo anche nei giorni scorsi.

La Casa Bianca ha accolto con favore la notizia della tregua, sottolineando che ora spetta al movimento islamista palestinese rispettare l'impegno. "È un'iniziativa importante. La sosteniamo pienamente - ha detto Tony Blinken, il vice consigliere per la sicurezza nazionale -. Ora spetta ad Hamas dimostrare che rispetterà le condizioni".

Bilancio pesantissimo. Dall'inizio dell'offensiva israeliana, l'8 luglio scorso, sono stati uccisi 1.900 palestinesi, tra i quali circa 400 bambini. Altri 9.000 sono rimasti feriti e gli sfollati sono 285.000 soltanto nei rifugi gestiti dall'Onu. Il bilancio comunque sembra però destinato a crescere ora che saranno estratti i cadaveri dalle macerie. Israele sostiene di aver ucciso almeno 900 terroristi. Sul fronte israeliano, sono morti 64 soldati e tre civili. Tra i 97 soldati feriti, nove versano in gravi condizioni.

Aiuti Usa. Il presidente Usa, Barack Obama, ha intanto firmato il disegno di legge che garantisce l'aumento di 225 milioni di dollari di fondi per finanziare Iron Dome, il sistema antimissile di Israele, rivelatosi molto efficace nell'intercettare i razzi lanciati da Hamas. Lo riferisce una nota della Casa Bianca in cui viene ribadito il diritto dello Stato ebraico a difendersi, ma anche l'appello alla autorità israeliane affinché facciano il possibile per evitare vittime tra la popolazione civile di Gaza. Dal 2011 a oggi gli Stati Uniti hanno finanziato Iron Dome con 700 milioni di dollari.

Posizioni internazionali. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha chiesto a Israele che si assuma la responsabilità per "le crescenti prove di crimini di guerra" compiuti dall'esercito a Gaza. In un comunicato, la Pillay ha sottolineato "la necessità ora più che mai che si assumano la responsabilità per le crescenti prove di crimini di guerra e per un numero mai visto prima di vittime civili, tra cui 250 bambini". Nel frattempo il governo spagnolo ha bloccato per agosto le autorizzazioni per la vendita di armi a Israele. Lo scorso anno la Spagna ha venduto a Israele materiale bellico (missili, granate, razzi, bombe, mitra, pistole ecc) per un valore di 4,1 milioni di euro, con un incremento dell'87% rispetto alle forniture dell'anno precedente: la maggiore esportazione degli ultimi cinque anni. In un'intervista l'ex leader cubano Fidel Castro ha definito le operazioni militari israeliane a Gaza "una nuova forma di fascismo".

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