Mosca prova a ridurre la tensione attorno a Kaliningrad dopo il duro avvertimento rivolto alla Nato sulle conseguenze di un eventuale blocco dell’enclave russa. Il Cremlino esclude che quel messaggio debba essere interpretato come una sfida diretta all’Alleanza.
Peskov ridimensiona il monito dopo l’allarme russo sul rischio di scontro diretto con la Nato
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov è intervenuto sulle dichiarazioni diffuse nei giorni scorsi da Mosca: “La suddetta lettera e le pubblicazioni probabilmente non dovrebbero essere percepite come una dichiarazione di sfida”.
Il chiarimento arriva dopo che l’ambasciata russa in Belgio aveva accusato la Nato di aumentare le proprie attività nell’area di Kaliningrad, sostenendo che queste stessero aumentando “notevolmente il rischio di un conflitto armato diretto”. La Russia aveva inoltre ribadito la disponibilità a utilizzare “tutto il suo arsenale” per difendere il proprio territorio in caso di tentativi di isolamento dell’enclave.
L’avvertimento era stato rivolto alla Nato in un contesto di crescente tensione nel Baltico. Reuters ha riferito che Mosca aveva prospettato anche il ricorso alle armi nucleari nel caso in cui l’Alleanza avesse tentato di tagliare fuori Kaliningrad dal resto della Russia. La Nato ha risposto definendosi un’alleanza difensiva e chiedendo a Mosca di interrompere la retorica nucleare. Peskov interviene quindi sul significato politico dell’avvertimento, escludendo che debba essere letto come una dichiarazione di sfida alla Nato. Il Cremlino non ha invece ritirato il richiamo alle conseguenze previste da Mosca in caso di un tentativo di blocco di Kaliningrad.


