Due importanti esponenti dell’ex regime cambogiano dei Khmer Rossi, membri del Partito Comunista di Kampuchea rimasto al potere in Cambogia dal 1975 al 1979, sono stati condannati all’ergastolo perché ritenuti colpevoli di crimini contro l’umanità: si tratta di Khieu Samphan, 83 anni e capo di stato di quel regime, e Nuon Chea, 88 anni e allora capo ideologo del partito, che devono ancora affrontare un altro processo per genocidio.
Il regime dei Khmer Rossi, guidato da Pol Pot, fu responsabile dell’uccisione di circa un quarto della popolazione cambogiana in quegli anni, a causa di malnutrizione, assenza di strutture mediche, eccesso di carichi di lavoro ed esecuzioni di massa.

