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Esteri
Khodorkovski, Putin firma la grazia. Liberato dal campo di lavoro

Mikhail Khodorkovsky e' tornato in liberta' dopo 10 anni carcere e ha subito preso un aereo per la Germania, dove gli e' stato concesso il visto per un anno per tutti i Paesi dell'Area Schengen. L'ex oligarca russo -che stamane ha lasciato il carcere in Siberia poche ore dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ne aveva firmato la grazia- ha ammesso intanto di aver richiesto lui stesso il provvedimento di clemenza. Intanto, pero', e' giallo sul motivo del frettoloso espatrio. A Berlino, in una clinica specializzata, era stata ricoverata fino all'11 dicembre scorso l'anziana madre, Marina. Secondo lo Spiegel on-line, il figlio non sapeva nulla del suo ritorno in Russia e per questo, una volta riconquistata la liberta', e' partito alla volta della Germania.

La mamma, contattata a Mosca, ha detto di aver appreso della partenza del figlio dalle agenzie: "Non sappiamo ne' se ne' dove dobbiamo andare", ha dichiarato, aggiungendo che rimane a Mosca in attesa di notizie dal figlio. Putin, di cui l'ex oligarca e' stato un acceso critico, ha spiegato di aver concesso la grazia per motivi umanitari proprio per via della madre malata di cancro. Khodorkovsky era entrato in rotta di collisione con Putin nei primi anni della sua presidenza, probabilmente per via delle sue ambizioni politiche. Avrebbe deciso di "arrendersi" e fare richiesta di clemenza su pressione dei servizi di sicurezza: secondo il quotidiano Kommersant, di solito con fonti ben informate al Cremlino, gli sono state ricordate le gravi condizioni di salute della madre e anche la possibile apertura dei 'terzo caso Yukos', l'ennesimo procedimento penale nei suoi confronti, che avrebbe ulteriormente prolungato la sua detenzione.

L'incontro si e' svolto senza avvocati e avrebbe convito Khodorkovsky a "cedere" e rivolgere una supplica, al suo acerrimo nemico. In prigione dal 2003, dopo essere stato condannato in due differenti processi per frode, riciclaggio e furto di petrolio, l'ex magnate doveva tornare in liberta' ad agosto. Il suo rilascio rientra sicuramente nell'offensiva diplomatica lanciata dal Cremlino sul fronte dei diritti civili in vista delle Olpmpiadi invernali di Sochi. Quale ruolo giochera' adesso non e' chiaro, ma e' certo che Putin non gli avrebbe concesso la liberta' senza lo avesse ancora considerato ancora una minaccia. Di certo, la richiesta di grazia comporta anche il riconoscimento automatico della legittimita' di tutte le iniziative giudiziarie nei suoi confronti. Per questo Khodorkovsk non puo' aspirare alla riabilitazione.

L'ex capo ella Yukos, Mikhail Khdoorkovsky, ha confermato di aver chiesto la grazia al presidente Vladimir Putin, ma ha chiarito di non aver riconosciuto la sua colpevolezza. "Il 12 novembre mi sono rivolto al presidente della Russia con la richiesta di grazia, motivata da circostanze famigliari e sono contento che la decisione sia stata positiva. La questione del riconoscimento di colpevolezza non e' stata sollevata - si legge nella dichiarazione firmata Khodorkovsky e pubblicata sulla pagina Facebook del suo portavoce e sul sito khodorkovsky.ru - Vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno seguiro' in questi anni per il caso Yukos e per il sostegno che avete dato a me, alla mia famiglia e a tutti quelli che sono stati ingiustamente condannati e tuttora perseguiti. Aspetto il momento in cui potro' abbracciare i miei cari e stringere la mano personalmente a tutti i miei amici e colleghi". Khodorkovsky ha poi dichiarato di pensare costantemente a "quelli che ancora si trovano in carcere". L'ex oligarca, scarcerato oggi dopo 10 anni di detenzione, ha poi sottolineato il ruolo giocato nella sua liberazione dall'ex ministro degli Esteri tedesco Hans - Dietrich Genscher. "Ringrazio separatamente il signor Genscher per la sua personale partecipazione nel mio destino".

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