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Esteri
L’America donerà 80 milioni di dosi ai paesi ancora in piena pandemia
 Credit photo Nick Zonna

“20 milioni di dosi di vaccini contro il Coronavirus da giugno all’estero” la promessa del presidente degli Stati Uniti Joe Biden nella consapevolezza che “l’America non sarà mai al sicuro finché il resto del mondo non sarà vaccinato".

I farmaci che verranno donati, nell’ambito del progetto di solidarietà Covax, sono quelli di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson, tutti approvati dalla FDA americana. Inoltre la Casa Bianca si è impegnata a darne altri 60 milioni di Astra Zeneca, appena il farmaco sarà approvato dall’ente regolatorio statunitense.

Le vaccinazioni hanno raggiunto quasi 280 milioni di persone con la prima dose, 120 milioni sono completamente immunizzati  su 350 milioni di vaccino distribuito nel paese. E per la prima volta, dall’inizio della pandemia, i casi sono diminuiti in tutti i 50 stati.

E sembra così riuscire anche il nuovo obiettivo di Biden, quello cioè di decretare il 4 luglio, l’Indipendence Day come “giorno di liberazione dal virus”.

Di fronte a questo trend in positivo il democratico vuole ora concentrare maggiori sforzi nell’aiuto di quei paesi che sono ancora in piena epidemia come il Brasile e l’India.

L’uomo incaricato di questa missione è Jeff Zients, coordinatore del progetto Coronavirus alla Casa Bianca.

Zients insieme a Gayle Smith, del Dipartimento di Stato si coordinerà con il Consiglio di sicurezza nazionale.

E’ da tempo che molte organizzazioni internazionali fanno pressione perchè Washington dia lo start a questa operazione di solidarietà verso i paesi più colpiti e più scoperti dal punto di vista dei vaccini.

Finalmente i CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno autorizzato e persone vaccinate completamente a poter stare senza mascherina sia all’aperto che al chiuso senza dover rispettare la distanza di sicurezza e pure in mezzo ad assembramenti.

Ma questo risultato è stato ottenuto con un grande sforzo corale di tutto il paese, dall’Amministrazione, agli stati, alle aziende private e a quelle non profit che si sono impegnate in tutti i  modi per vaccinare. In meno di quattro mesi il Paese è riuscito a passare dal 5,5% degli adulti vaccinati con almeno una dose a circa il 60%.

 

 

 

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