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Esteri

In attesa della convocazione di una conferenza di pace sulla Siria, Ue e Russia si scontrano a distanza sulle forniture di armi. Dopo una maratona negoziale protrattasi nella notte, i ministri degli Esteri dell'Ue non hanno prorogato l'embargo sulle armi ai ribelli, rendendo di fatto possibili le forniture di armamenti all'opposizione. I Ventisette, a partire dalle piu' interventiste Francia e Gran Bretagna, si sono pero' impegnati a non inviare armi prima di agosto per dare una chance alla conferenza di Ginevra 2.

Nelle stesse ore la Russia ha confermato la volonta' di fornire al regime di Damasco dei sofisticati missili terra-aria S-300 come "misura di deterrenza" da un intervento straniero sul suolo siriano. L'annuncio russo ha provocato la risposta di Israele: il ministro della Difesa, Moshe Yaalon, ha avvertito che "sapra' cosa fare" se la fornitura andra' in porto, una frase sibillina che potrebbe lasciar intendere raid dei suoi caccia per distruggere le batterie anti-aeree.

La decisione dell'Ue di lasciar scadere l'embargo sulle armi all'opposizione siriana e' arrivata nella notte, al termine di 12 ore di estenuante negoziato. Profondamente spaccati i Ventisette: da una parte Gran Bretagna e Francia, dall'altra l'Austria, insieme a Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, preoccupati che le armi possano cadere nelle mani sbagliate. Inutili i tentativi di Emma Bonino, di trovare una soluzione che salvasse la coesione europea: "Le ho tentate tutte ma la rigidita' delle due parti e' stata notevole". Per la titolare della Farnesina si e' trattato di un esito "non glorioso" per l'Ue e comunque ha fatto sapere di essere contraria a forniture di armi ai ribelli da parte dell'Italia.

I Ventisette si sono comunque impegnati a non fornire armi all'opposizione fino al primo agosto, proprio per dare un'opportunita' alla diplomazia, e a vigilare sulla condizione che siano usate per proteggere i civili e non cadano nelle mani sbagliate. La Bonino, da parte sua, ha spiegato che a suo avviso l'Italia non deve fornire armi ai ribelli.

Ora la preparazione della Ginevra 2 appare in salita: la Russia ha definito la fine dell'embargo Ue sulle armi "benzina sul fuoco" e ha parlato di "due pesi e due misure" che potrebbero nuocere alla convocazione della conferenza internazionale di pace sulla Siria, che si dovrebbe tenere in Svizzera sotto gli auspici di Washington e di Mosca.

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