La casa di Hitler diventa un commissariato di polizia
Apre oggi a Braunau am Inn il commissariato di polizia ricavato nell’edificio che il 20 aprile 1889 vide nascere Adolf Hitler. L’operazione punta a togliere ogni attrattiva al luogo per chi, negli ambienti neonazisti, era solito raggiungerlo in una sorta di pellegrinaggio.
I lavori, costati 20 milioni di euro e chiusi con tre anni di ritardo rispetto al previsto, hanno cambiato volto allo stabile: nuova tinteggiatura esterna, insegna delle forze dell’ordine sulla porta e, come unico segno del passato, la lapide collocata davanti all’ingresso, che invita alla pace, alla libertà e alla democrazia, respinge ogni ritorno del fascismo e ricorda il monito lasciato da milioni di vittime.
Decidere che cosa farne ha richiesto anni di discussioni. Lo Stato aveva espropriato l’immobile nel 2016, con una scelta poi avallata dalla Corte Suprema; da lì in avanti, studiosi e specialisti hanno scartato sia l’ipotesi di abbattere l’edificio sia quella di trasformarlo in museo, temendo che quest’ultima soluzione finisse per creare un santuario per i gruppi estremisti.
Secondo l’esecutivo, la presenza stabile della polizia servirà a svuotare il sito della sua carica simbolica. Non tutti però sono convinti: Robert Eiter, che parla a nome del Comitato di Mauthausen, giudica priva di senso la convinzione che dei semplici lavori di ristrutturazione bastino a tenere lontani i neonazisti dal paese natale del dittatore.

