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La tv di Stato di Damasco, Al-Ikhbariyah, afferma che "i missili siriani sono pronti a colpire specifici obiettivi", per rispondere a, "ogni (ulteriore) violazione", riferimento ad un nuovo raid aereo israeliano, dopo quello di queste ore (il terzo in ordine di tempo) sul suolo siriano.

SIRIA: USA NON ERANO STATI PREAVVERTITI DEI RAID ISRAELIANI - Gli Stati Uniti non erano stati avvertiti in anticipo dei due raid aerei israeliani contro la Siria nel giro di 48 ore. Fonti dell'intelligence americana, pur non confermando ufficialmente che si sia trattato di un'operazione dello Stato ebraico, hanno spiegato di averne ricevuto comunicazione mentre iniziavano a cadere le bombe, sostanzialmente "a cose fatte". "Non sarebbe inusuale per Israele di intraprendere passi aggressivi quando sistemi d'arma sofisticati rischiano di finire nelle mani di gente come Hezbollah", ha fatto sapere la fonte dell'intelligence Usa. Un'altra fonte dell'intelligence occidentale ha spiegato che i due attacchi erano diretti contro un deposito di missili Fateh-110 in transito dall'Iran agli Hezbollah, in Iran. Nel mirino dei raid una struttura per la ricerca militare a Jamraya, nella zona di Damasco, gia' colpita in un precedente attacco israeliano il 30 gennaio. L'intervento di Israele non puntava a colpire il regime di Bashar al-Assad quanto l'alleato iraniano che approfitta del caso provocato dal conflitto per tentare di inviare armi sofisticate ai miliziani sciiti Hezbollah, in Libano. Armi che secondo gli israeliani verrebbero impiegate per attaccare lo Stato ebraico come rappresaglia a un eventuale blitz contro gli impianti nucleari della repubblica islamica.

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