Medio Oriente, oltre 100 ex diplomatici di Francia e Regno Unito: “Israele accetti uno Stato palestinese”
Oltre 100 ex diplomatici francesi e britannici chiedono a Francia e Regno Unito di intervenire con urgenza per spingere Israele ad accettare la nascita di uno Stato palestinese. La richiesta è contenuta in una lettera congiunta indirizzata al presidente francese Emmanuel Macron e al primo ministro britannico Andy Burnham e firmata da 52 ex diplomatici francesi e 50 ex ambasciatori britannici, molti dei quali con una lunga esperienza in Medio Oriente. Il tono del documento, consegnato al Guardian e a Le Monde, è particolarmente duro. Gli ex diplomatici sostengono che “la Palestina viene cancellata sotto i nostri occhi” e accusano Israele di “pulizia etnica”. Secondo i firmatari, “il mondo non vede più Israele come una vera democrazia: non c’è nulla di democratico nel privare gli altri dei loro diritti e della loro terra”.
La lettera arriva dopo la condanna, da parte di Francia, Regno Unito e altri nove Paesi, dei piani israeliani per la costruzione di circa 1.200 abitazioni nell’area E1, in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito il progetto una minaccia alla soluzione dei due Stati. Gli ex diplomatici chiedono ora di passare dalle dichiarazioni alle azioni. Tra le sette misure indicate figurano la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele e dell’accordo commerciale tra Regno Unito e Israele per violazioni dei diritti umani, lo stop ai trasferimenti di armi e alla cooperazione militare, l’accesso senza restrizioni agli aiuti a Gaza e il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani. Chiedono inoltre di avvertire le imprese coinvolte nei progetti di insediamento e di introdurre ulteriori misure contro il finanziamento delle colonie.
Nel documento i firmatari riconoscono che “Hamas ha commesso crimini efferati il 7 ottobre 2023”, ma aggiungono che “nulla giustifica la politica sistematica di Israele di distruzione di Gaza e della sua popolazione”. E attaccano la posizione del premier Benjamin Netanyahu: “L’affermazione di Netanyahu secondo cui Israele deve vivere di spada è moralmente sbagliata e controproducente. Mette in pericolo la sicurezza di Israele e non lascia spazio alla negoziazione”.
Gli ex diplomatici chiedono infine che il riconoscimento della Palestina da parte di Francia e Regno Unito, avvenuto nel 2025, si traduca in misure concrete per difendere il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi e mantenere aperta la prospettiva di una soluzione a due Stati. “La Palestina viene cancellata sotto i nostri occhi”, ribadiscono, chiedendo a Parigi e Londra di “fare fronte comune” per la “parità dei diritti per israeliani e palestinesi”.

