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Esteri

La strage di Parigi perpetrata da un commando di terroristi islamici che ha causato 12 morti, ha riportato alla ribalta la mancata integrazione di persone immigrate in Europa di religioni diversa da quella cristiana, ma anche e soprattutto di persone che sono portatrici di usi, abitudini e costumi diametralmente opposti ai nostri, che difficilmente portano alla creazione di una comunità coesa, integrata composta dalla miscellanea dei vari gruppi etnici presenti nelle nostre città, nei nostri stati. Perchè, se anche gli attentatori sono cittadini francese di origine algerina, sono l'emblema di cosa sia l'immigrazione selvaggia e incontrollata e la volontà di non integrazione.
E' un dato di fatto, non è un'analisi razzista e xenofoba. E' una realtà che produce quegli estremismi che sono la base del terrorismo e delle manifestazioni criminali come quella di qualche giorno fa.

Il problema più grosso della società moderna, che si definisce progredita, all'avanguardia, risiede nella globalizzazione sfrenata che da un paio di decenni è il "dominus" incontrastato, il dogma assoluto a cui tutti i cittadini del globo debbono ubbidire senza possibilità di critica, ribellione, di difesa. Più che un strada moderna, viva, lucente, la globalizzazione e la creazione di organizzazioni sovranazionali con la costante diminuzione e cessione dei poteri nazionali e locali; cessione che si asserisce spontanea, in realtà sotto costrizione, non armata , ma economica (un potere molto più letale e forte di quello militare), che sta creando le basi per un nuovo ordine mondiale che inevitabilmente, però, scaturirà in un conflitto mondiale molto più distruttivo e sconvolgente della Seconda Guerra Mondiale. Se si analizza la storia dell'uomo si scopre che nei periodi in cui erano presenti stati sovranazionali, come gli imperi, o la dominazione di alcuni grandi e potenti nazioni nei confronti di popolazioni straniere, o i grandi esodi di interi popoli, sono esplose guerre, rivoluzioni,  drammi che tutti conosciamo.

Questi periodi bui della storia hanno avuto origine dal mancato rispetto dei diritti delle popolazioni autoctone, da un principio fondamentale che è stato sancito dalla Carta delle Nazioni Unite (ONU): Il principio di autodeterminazione dei popoli si è sviluppato compiutamente a partire dalla seconda metà del Novecento, nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale. In particolare, è stata l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a promuoverne lo sviluppo all'interno della Comunità degli Stati.La Carta delle Nazioni Unite, infatti, al Capitolo I (dedicato ai fini e principi dell'Organizzazione), articolo 1, paragrafo 2, individua come fine delle Nazioni Unite:"Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'auto-determinazione dei popoli...".

Un principio che viene deliberatamente disatteso e violato in questi ultimi decenni, seguendo la via di un nuovo ordine mondiale che vorrebbe trasformare le persone , i popoli, a livello di servitù della gleba, condizione diffusa durante il Medioevo in cui la maggior parte della popolazione viveva uno status di servo, di schiavo, alla completa dipendenza del padrone, un eminente esponente della stirpe nobile dell'esercito straniero conquistatore. E oggi la globalizzazione, l'immigrazione incontrollata, la favola idilliaca di volerci trasformare in "cittadini del mondo" dove le nazioni non esisteranno più, e ci sarà solo "la nazione mondo", è solo una menzogna che nasconde la volontà di avere gli esseri umani manipolabili , senza diritti , senza welfare, senza più potere elettivo, potere di controllo, potere di espressione, dove non ci sarà più il rispetto delle tradizioni, la difesa dei diritti dei popoli, la difesa del "piccolo della specificità locale", senza la possibilità di scegliere il proprio futuro per sè e per i propri figli, perchè il presente e il futuro sarà deciso dai "signori della globalizzazione".
Un mondo dove, come durante la dominazione degli imperi, la popolazione sottomessa è portatrice solamente di doveri , e dove i diritti , seppur minimi, saranno considerati solo un benevola elargizione del Padrone.
 
Massimo Puricelli
Legnano(MI)

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