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Largo ai giovani. A fine giugno si terranno due speciali "G8" e G20", con protagonisti dei giovani diplomatici. "Promuoviamo la diplomazia giovanile a livello internazionale", spiega ad Affaritaliani.it Alberta Pelino, Presidente di Young Ambassadors Society (www.youngambassadorssociety.org).
 
Quali sono gli obiettivi di Young Ambassador Society?

Siamo stati riconosciuti come l'associazione che si occupa di reclutare e formare la Delegazione Italiana per i Summit Giovanili G8 e G20 e lo facciamo con svariati riconoscimenti da tre anni. Abbiamo ottenuto il supporto e il sostegno del Governo e collaboriamo a stretto contatto con vari ministeri, tra cui quello degli Affari Esteri e dell'Economia e Finanza, per promuovere la diplomazia giovanile a livello internazionale.
 
Un impegno a stretto contatto con le istituzioni. Come si svolgono questi Summit giovanili?
I Summit giovanili sono stati introdotti qualche anno fa perché c'era la necessità da parte dei governi di avere una visione diversa circa le grandi questioni mondiali discusse nei normali G8 e G20. Essi hanno la stessa struttura e le stesse modalità, ma l'obiettivo è quello di produrre idee nuove e applicabili nell'economia mondiale.
 
Quale preparazione hanno affrontato i delegati  in vista dei Summit?
Nell'attesa di volare a Londra e San Pietroburgo, le delegazioni Youth8 e Youth20 hanno incontrato il Governo Italiano e hanno avuto il piacere di partecipare a discussioni con Filippo Giansante, dirigente del coordinamento G8/G20 per il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e Lamberto Moruzzi, capo ufficio G8/G20 per il Ministero degli Affari Esteri. E proprio il capo ufficio per gli Affari Esteri, nel corso dell'incontro che si è tenuto martedì 28 maggio alla Farnesina - dove le delegazioni sono state ricevute - ha detto: "Penso di avere davanti a me una parte della futura classe dirigente italiana." L'auspicio da parte di YAS e delle delegazioni è che gli appuntamenti con le istituzioni proseguano anche al ritorno dai summit, avviando così un interessante scambio di opinioni che possa essere un costruttivo legame tra le nuove generazioni e le tradizionali strutture politiche.
 
Come sono composte le delegazioni?
Il primo gruppo che darà inizio ai lavori sarà quello diretto in Russia per lo Youth20 e sarà composto da Teresa Budetta, appassionata di innovazione sociale, sogna di rivoluzionare il mondo dell'educazione da quando ha terminato gli studi in Economia e Finanza alla Bocconi, Francesca Chiaudani friulana 23enne laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Trieste, che ha partecipato a numerose simulazioni in giro per l'Europa, come lei anche Marco Giometti laureato in Economia a Pisa e ora studia alla Bocconi. Chiara Gonella ha invece conseguito una laurea Binazionale in Economia e Management Internazionale presso l'Università di Torino e l'I.A.E. di Lione ed Andrea Motori di 23 anni, vive a Londra e frequenta un Master in Finance alla Cass Business School.
 
Quali saranno gli argomenti di dibattito principali?
I giovani diplomatici dovranno discutere di temi prettamente economici e finanziari, seguendo due macro-aree: l'architettura finanziaria e monetaria internazionale e lo sviluppo sostenibile. In un momento così difficile per l'economia mondiale il ruolo dei deleganti diventa sempre più delicato.
 
Come si svolgeranno le "negoziazioni"?
Proprio come avviene nel G20 ufficiale, ad ogni delegato sono stati assegnati dei sottotemi e le negoziazioni avverranno in gruppi di lavoro in modo da permettere il dibattito e lo scambio di opinioni. L'incontro è stato preceduto da un periodo di negoziazione dell'agenda, durante il quale le interazioni tra le varie delegazioni sono avvenute su una piattaforma online. I risultati delle negoziazioni, frutto del confronto tra i ragazzi provenienti dai Paesi aderenti al G20, verranno raccolti in un comunicato finale (il Final Communiqueè), che sarà portato successivamente ai governi nazionali e sul tavolo delle trattative diplomatiche dei "Grandi". Sono certa che i nostri delegati, motivati da obiettivi complementari, faranno del loro meglio per mantenere alto il livello delle negoziazioni e l'onore del nostro paese. La metà di loro è emigrata all'estero, forse per libera scelta o forse perché, in Italia, la fuga dei cervelli non è solo una chiacchiera da bar. Una cosa è certa però: tutti sono pronti a rientrare per rappresentare il proprio Stato.
 

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