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Libano, Italia in prima linea: dovrà verificare il disarmo di Hezbollah

Coinvolti anche altri tre Paesi

Libano, Italia in prima linea: dovrà verificare il disarmo di Hezbollah

Il Medio Oriente resta nel caos, da una parte il blocco di Hormuz e le conseguenze, dall’altra il Libano. Non c’è accordo per una vera tregua tra Stati Uniti e Iran, mentre tentano di dialogare Israele e il Libano. Si sono conclusi i negoziati a Roma e per il momento, fanno sapere le parti in causa, non ne sono previsti altri. Ma intanto gli attacchi dell’Idf nel Sud del Libano proseguono e l’obiettivo è chiaramente quello di colpire Hezbollah. In questo senso all’Italia è stato assegnato un ruolo chiave, verificare il disarmo del gruppo armato. Israele e Libano hanno concordato di includere Gran Bretagna, Italia, Svizzera e Indonesia tra i potenziali contributori del meccanismo che potrebbe prevedere il dispiegamento di truppe straniere in Libano per verificare il progressivo disarmo di Hezbollah.

Un funzionario libanese ha aggiunto che lo Stato ebraico e il Libano hanno già concordato una lista (ancora segreta) di Paesi in grado di inviare truppe per la verifica del disarmo. L’esercito israeliano infatti occupa quella che definisce una “zona di sicurezza” che si estende per 10 chilometri nel Libano meridionale e ha dichiarato che non si ritirerà unilateralmente finché la milizia avversaria non sarà disarmata.