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Esteri
Libia, accordo Serraj Haftar: cessate il fuoco ed elezioni

"Oggi la causa della pace in Libia ha fatto un  grande progresso. Voglio ringraziarvi per gli sforzi fatti". Lo ha detto il presidente Emmanuel Macron, annunciando che il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Sarraj e il comandante dell'Esercito nazionale libico Khalifa Haftar, riuniti nel pomeriggio al castello di La Celle-Saint-Cloud, alle porte di Parigi, in presenza dell’inviato speciale dell'Onu per la Libia, Ghassan Salamé, hanno adottato la dichiarazione congiunta sull'avvenire del Paese, che prevede il cessate il fuoco ed elezioni "la prossima primavera".

"Oggi vi siete impegnati a rinunciare alla lotta armata, tranne quella che riguarda i gruppi terroristici, lavorerete per elezioni presidenziali e parlamentari. Tramite questo cammino la paece e la riconciliazione nazionale potranno essere ricostruite" ha dichiarato Macron, rivolgendosi ad al-Sarraj e ad Haftar. Si tratta di una "dichiarazione che traccia il cammino, la via verso la riconciliazione nazionale" in Libia, ha affermato ancora il presidente francese, sostenendo che "Sarraj e Haftar possono diventare simboli dell'unità nazionale" ed elogiando il loro "coraggio storico di assumervi il rischio di lavorare insieme per la riconciliazione nazionale e una pace durevole". "Oggi la pace può vincere", ha aggiunto Macron, parlando di "impegno storico" e ringraziando il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni "per l'impegno dell'Italia in Libia, con cui ci siamo sentiti in vista di questo incontro".

L'accordo riguarda essenzialmente un immediato cessate il fuoco tra le parti in Libia. Ed era la firma di una dichiarazione congiunta su questo punto essenziale, ossia che non c’è soluzione militare possibile per il Paese, a cui ambiva il presidente francese Emmanuel Macron, regista dell’incontro tra i due leader rivali libici. Nel testo si parla di elezioni la prossima primavera. Sarraj ha recentemente proposto di indire un voto per il rinnovo del presidente e del parlamento nel marzo 2018.

Quanto all’assenza di una delegazione italiana, prima dei ringraziamenti di Macron all'Italia, ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, aveva rassicurato il suo omologo Angelino Alfano dicendo che, sulla Libia, Roma e Parigi "non possono fare nulla senza l’altro, poiché è un tema condiviso" tra i due Paesi.

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