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Esteri
Libia: governo unita' nazionale a Tripoli, rischio escalation
Libia: arriva il capo del governo nazionale libico appoggiato dall'Onu e dall'Ue

Si preannuncia una giornata di alta tensione a Tripoli, dove mercoledì sono arrivati il capo del governo nazionale libico appoggiato dall'Onu e dall'Ue, Mohammad Fayez al-Serraj, e membri del suo esecutivo, nonostante le minacce del governo ribelle nella capitale. L'arrivo della delegazione, sbarcata via nave nella base navale di Abu Sita, situata a tre chilometri dal centro, e' stato salutato come un importante passo avanti dai governi italiano, britannico, americano, oltreche' dall'Ue e da Martin Kobler,inviato dell'Onu.

Ma le autorita' non riconosciute insediate a Tripoli hanno chiesto ad al Serraj di lasciare la capitale: il capo del governo non riconosciuto dalla comunita' internazionale, Khalifa Ghwell, ha minacciato il gabinetto di unita' nazionale che ha solo due opzioni, abbandonare la capitale o essere arrestato. Ghwell ha tenuto la conferenza stampa in un'emittente satellitare che, poco dopo, e' stata assalita da uomini armati ed e' stata chiusa. L'emittente al Nabaa e' considerata vicino alle autorita' che controllano Tripoli: sospese le trasmissioni, il canale e' stato oscurato con una scritta: "Gli abitanti di Tripoli hanno serrato questa emittente, che incita alla guerra e all'odio. Denunceremo chiunque continui a lavorarvi". Nella serata in citta' si sono sentiti colpi d'arma da fuoco di origine sconosciuta ma intermittenti. Varie arterie della capitale erano bloccate da gruppi di uomini armati, alcuni in uniforme, altri in abiti civili e con kalashnikov. Intanto e' chiuso l'aeroporto di Mitiga, l'unico che funziona a Tripoli e che si trova a pochi chilometri dalla base navale in cui e' arrivato il governo di unita' nazionale con il Consiglio presidenziale. Fonti della sicurezza hanno spiegato che la decisione e' legata al deterioramento della sicurezza nella capitale. Due compagnie aeree, Afriquiyah Airlines e Libyan Airlines, hanno annunciato su Facebook di aver soppresso i loro voli verso Tripoli per "ragioni di sicurezza". Fonti dello Stato maggiore del ministero della Difesa italiano hanno invece smentito categoricamente le indiscrezioni apparse sui social network secondo cui navi della Marina militare italiana avrebbero favorito l'arrivo via mare a Tripoli dei membri del Consiglio di presidenza libico. E il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale della Libia, ha assicurato che "nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione condotta oggi di rientro a Tripoli dei membri dell'esecutivo".

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