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Esteri
Libia, primo blitz di terra dell’Egitto contro l’Isis

Escalation nella guerra egiziana all’Isis in Libia. Forze speciali del Cairo hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’est del Paese. Lo riferiscono fonti libiche ed egiziane. Le stesse fonti precisano, senza fornire altre dettagli, che nel blitz i militari hanno «catturato 55 elementi del Daesh».

Secondo il Daily Telegraph che cita «documenti segreti dei jihadisti» l’Isis sarebbe intenzionato a utilizzare la Libia per portare il caos nel sud dell’Europa. Stando a uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia, l’Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le "compagnie marittime e le navi dei Crociati"
 

ATTACCO EGIZIANO - Le forze speciali dell'esercito egiziano avrebbero compiuto questa mattina un'incursione terrestre nella citta' libica di Derna, in Cirenaica, roccaforte dell'Isis nel Paese nordafricano. Secondo quanto riferiscono i media libici, un commando di incursori dell'esercito egiziano avrebbe condotto un blitz a Derna uccidendo decine di jihadistii e catturando 55 miliziani dell'Isis. L'incursione sarebbe avvenuta questa mattina e avrebbe permesso la distruzione della caserma di Abu Karim al Wahadi e la cattura di diversi combattenti arabi. Questo obiettivo era stato gia' colpito lunedi' nei raid aerei egiziani. I media egiziani e sauditi martedi' avevano fatto sapere che Il Cairo si preparava a un attacco di terra con la Task Force 999, un'unita' speciale per le operazioni internazionali. Nel frattempo le milizie islamiste di Misurata cingono d'assedio ma non hanno ancora espugnato Sirte, la citta' portuale libica, i cui principali edifici governativi e di potere sono stati occupati la scorsa settimana dall'Isis. Non solo: gruppi di terroristi dello Stato islamico e di Boko Haram sono in movimento in queste ore verso il confine con la Tunisia: e' quanto ha annunciato il premier libico, Abdullah al Thani, nel corso di un'intervista alla radio tunisina "Express Fm". Secondo il capo del governo libico riconosciuto dalla comunita' internazionale, i terroristi di questi due gruppi starebbero per unirsi per poi raggiungere i gruppi armati gia' presenti in Libia.

DIPLOMAZIA AL LAVORO - Mentre Papa Francesco lancia un appello alla comunita' internazionale per una "soluzione pacifica alla difficile situazione", il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni informa il Parlamento sulla crisi libica e sull'avanzata degli jihadisti dell'Isis. "L'unica soluzione e' quella politica", mette subito in chiaro il titolare della Farnesina, spiegando che la situazione "si aggrava", ma "il tempo a disposizione non e' infinito e rischia di scadere presto pregiudicando i fragili risultati raggiunti". Insomma, l'Italia "e' pronta ad assumersi responsabilita' di primo piano", "a contribuire al monitoraggio del cessate il fuoco, al mantenimento della pace, per l'addestramento militare", ma non vuole "ne' avventure e tantomeno crociate".

Per questo il ministro chiede alla comunita' diplomatica di "aumentare gli sforzi". In particolare si rivolge all'Onu, affinche' dalla riunione del Consiglio di sicurezza di oggi ci sia "la presa di coscienza della necessita' di raddoppiare gli sforzi per favorire il dialogo politico". E avverte: "il deterioramento della situazione sul territorio impone un cambio di passo da parte della comunita' internazionale prima che sia troppo tardi". Secondo il ministro degli esteri, la situazione attuale in Libia e' dovuta anche ad "errori compiuti dalla comunita' internazionale nella fase successiva alla caduta di Gheddafi". Inoltre, "il numero degli sbarchi dal 1 gennaio a meta' febbraio e' stato di 5.302 rispetto ai 3.338 dello stesso periodo dello scorso anno". Numeri che fanno dire a Gentiloni che "non era Mare Nostrum ad attirare i migranti ma il dramma su cui speculano bande di criminali. Non possiamo voltarci dall'altra parte lasciandoli al loro destino, non sarebbe degno dell'umanita' e della civilta' che hanno fatto grande l'Italia", ha aggiunto il ministro, secondo il quale l'"Europa puo' andare oltre i 50 milioni spesi all'anno". .

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