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Libia, nuovi scontri a Tripoli: rischio guerra civile e l'Italia trema
Libia

In Libia soffiano nuovi venti di guerra, scontri a Tripoli

Si sono conclusi con il ritiro da Tripoli delle forze fedeli a Fatih Bashagha gli scontri tra le truppe del Governo di Unitaà Nazionale, riconosciuto dall'Onu, e i miliziani sostenuti dal generale Khalifa Haftar che hanno cercato di insediare con la forza Bashagha, nominato lo scorso marzo dal Parlamento di Tobruk. Lo riferisce il Libyan Observer. Il ministero della Salute libico ha diffuso un bilancio aggiornato dei combattimenti pari a 23 morti e 140 feriti.

Gli scontri,  hanno coinvolto anche le forze governative che si sono affrontate con i gruppi armati fedeli al governo 'parallelo' di Fathi Bashagha, sostenuto da Khalifa Haftar.

Tra le vittime anche il comicio Mustafa Baraka è rimasto ucciso da un proiettile vagante mentre filmava alcuni combattimenti. Il servizio di emergenza della capitale ha dichiarato lo stato di allarme nelle sedi di Tripoli e ha chiesto ai cittadini di non uscire per strada. L'Università ha sospeso lezioni ed esami.

Per le strade della città regna "una calma precaria", scrive il corrispondente di France Presse. Il capo del governo di Tripoli, Abdelhamid Dbeibah, è apparso in un video, circondato dalle sue guardie, e ha salutato i miliziani che si sono schierati con lui.

I combattimenti sono i più gravi verificatisi in Libia dal giugno 2020, quando il generale Haftar tento' di avanzare sulla capitale e fu respinto grazie all'intervento della Turchia.

Gli scontri hanno causato ingenti danni, riferisce France Presse, che parla di decine di auto e edifici bruciati o crivellati di proiettili. Le strade di Tripoli sono rimaste quasi deserte per tutto il giorno, mentre colonne di fumo grigiastro si alzavano nel cielo. Dbeibah ha accusato Bashagha di voler "dare seguito alle minacce" di impossessarsi della citta'. Bashagha, a sua volta, ha accusato Dbeibah di "aggrapparsi al potere" pur essendo un primo ministro "illegittimo".

Dbeibah si era insediato con la mediazione dell'Onu nel marzo 2021 come premier di transizione ma la mancata convocazione delle elezioni, previste per lo scorso 24 dicembre, lo hanno spinto a restare al suo posto.

Dbeibah ha assicurato che si dimetterà non appena verrà eletto un governo deciso dalle urne. Bashagha ha cercato più volte di entrare a Tripoli per prendere il potere ma è stato sempre respinto.

L'ambasciata americana a Tripoli si è detta "molto preoccupata", mentre la missione Onu in Libia ha chiesto "l'immediata cessazione delle ostilita'" lamentando "scontri in quartieri popolati da civili".

Negli ultimi mesi sono aumentate le tensioni tra gruppi armati fedeli all'uno o all'altro dei leader. Il 22 luglio, i combattimenti hanno provocato la morte di 16 persone, compresi civili, e circa 50 feriti.

 

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