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Libia, italiano rapito. C’è la pista estorsione

Libia, italiano rapito. C’è la pista estorsione
scontri libia (38)
Ore di attesa e di ansia per Marco Vallisa, il tecnico italiano scomparso nell’ovest della Libia, rapito insieme con due suoi colleghi stranieri. E mentre ancora non c’è nessuna rivendicazione su quello che da Tripoli ormai si dà per certo sia un sequestro, si iniziano a ipotizzare le possibili piste. Tra le quali potrebbe prevalere quella di un rapimento a scopo di estorsione

Ore di attesa e di ansia per Marco Vallisa, il tecnico italiano scomparso nell’ovest della Libia, rapito insieme con due suoi colleghi stranieri. E mentre ancora non c’e’ nessuna rivendicazione su quello che da Tripoli ormai si dà per certo sia un sequestro, si iniziano a ipotizzare le possibili piste. Tra le quali potrebbe prevalere quella di un rapimento a scopo di estorsione. Come lasciato intendere dallo stesso fratello di Vallisa – “ci attendiamo la richiesta di un riscatto” – e alla luce della zona in cui è avvenuto il fatto, un’area costiera lontana dalle tensioni jihaidiste. Solo prime ipotesi, teoriche, vista la situazione del turbolento paese nordafricano dove la sicurezza è a rischio. Anche per gli addestratori italiani – i 28 militari che preparano i colleghi libici – costretti oggi a trasferirsi in ambasciata dopo gli scontri tra governativi e ribelli nella capitale, vicino alla zona in cui risiedono.

A Roma le autorità italiane sono impegnate per chiarire i contorni della vicenda Vallisa, seguita personalmente dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, e la Farnesina ha attivato a tutti i canali disponibili per ottenere la sua liberazione. Di sequestro hanno parlato stamane fonti del governo di Tripoli, e gli stessi familiari del tecnico italiano hanno detto di aspettarsi una richiesta di riscatto.
   
Vallisa, 53 anni e esperto di costruzioni impegnato in un cantiere della modenese ‘Piacentini Costruzioni’, è scomparso insieme con altri due colleghi, il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri, nella città costiera di Zuwara, abitata in prevalenza da berberi. Secondo le prime ricostruzioni, la loro macchina è stata ritrovata con le chiavi inserite nel quadro, circostanza che rafforza la tesi del rapimento a scopo estorsivo. La scomparsa dei tre è avvenuta infatti nell’ovest del Paese, zona lontana dalla Cirenaica in cui si concentrano le forze ‘jihadiste’. Intanto, cresce l’ansia a Roveleto di Cadeo.

Sono liberi i due tecnici stranieri scomparsi sabato in Libia insieme con Marco Vallisa. Petar Matic ed Emilio Gafuri sono attesi alla sede della Piacentini a Zuwara. Lo rende noto la Farnesina. Intanto proseguono tutte le attivita’ della Farnesina, insieme agli altri organi dello Stato, per arrivare quanto prima a una conclusione positiva della vicenda che riguarda il nostro connazionale.