Hormuz riaperto tra tensioni Usa-Iran: Teheran minaccia nuova chiusura, frizioni anche tra Trump e Israele
Lo Stretto di Hormuz è “completamente aperto e pronto per il traffico commerciale”. A dirlo il Presidente Donald Trump, nel corso di un discorso al movimento conservatore Turning Point USA a Phoenix, in Arizona. Tuttavia, il clima resta tutt’altro che disteso. Da Teheran, infatti, arriva l’avvertimento: se gli Stati Uniti non ritireranno il blocco sui porti iraniani, lo Stretto potrebbe essere nuovamente chiuso. Ma da Washington la linea non cambia. Trump ha chiarito che le restrizioni rimarranno in vigore finché non verrà siglato un accordo di pace, sottolineando però che i negoziati sarebbero a un punto avanzato. Secondo il presidente americano, l’Iran avrebbe già accettato di sospendere il proprio programma nucleare, con l’uranio arricchito destinato a essere trasferito negli Stati Uniti. Una ricostruzione che Teheran ha respinto, smentendo qualsiasi intesa di questo tipo.
Nel frattempo, la posizione americana ha creato frizioni anche con Israele. Il premier Benjamin Netanyahu e il suo entourage, stando a quanto riportano diversi media statunitensi, sarebbero rimasti sorpresi dalle dichiarazioni di Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero impedito a Israele di colpire il Libano. Da Tel Aviv sarebbe partita una richiesta di chiarimenti alla Casa Bianca. Sul fronte economico, Washington ha anche deciso di estendere fino al 16 maggio la licenza che consente la vendita di petrolio russo già caricato prima del 17 aprile, prorogando una misura che sarebbe altrimenti scaduta. Intanto da Teheran arrivano nuovi segnali di fermezza. Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che la navigazione nello Stretto di Hormuz non è garantita in modo incondizionato: il suo futuro dipenderà dalle scelte americane sul blocco dei porti. In altre parole, la riapertura annunciata potrebbe rivelarsi solo temporanea se il confronto tra i due Paesi non troverà una soluzione.

