Il presidente francese Emmanuel Macron ha delineato un ampio quadro di priorità che spazia dalla politica economica europea alla stabilità geopolitica internazionale, intervenendo ad Atene con una serie di dichiarazioni su debito comune, difesa e sicurezza energetica. Sul fronte europeo, Macron ha rilanciato con forza la necessità di introdurre nuove risorse proprie dell’Unione Europea e di rafforzare il ricorso agli eurobond, sostenendo che opporsi al debito comune rappresenti un “errore strategico”. Il presidente ha criticato l’idea di procedere a un rapido rimborso del debito legato al programma Recovery, definendo tale approccio “stupido” e proponendo invece una estensione e rifinanziamento del debito comune europeo per aumentare il margine di investimento dell’Unione.
Secondo Macron, i mercati internazionali richiedono oggi asset sicuri e liquidi, e un debito europeo condiviso potrebbe rispondere a questa domanda, evitando la frammentazione dei debiti nazionali e riducendo la concorrenza interna tra Stati membri. Il presidente ha sottolineato che nessun Paese europeo è favorevole a un aumento dei contributi nazionali, rendendo quindi necessaria la creazione di risorse comuni europee per sostenere il bilancio dell’UE.
Le nuove priorità di investimento, ha spiegato, dovrebbero concentrarsi su difesa, sicurezza, intelligenza artificiale, calcolo quantistico e tecnologie verdi, senza compromettere le politiche storiche dell’Unione come la PAC e la politica di coesione. Per Macron, l’Europa si trova di fronte a tre alternative: non investire, aumentare i contributi nazionali oppure costruire strumenti finanziari comuni, con la terza opzione indicata come l’unica realmente sostenibile.
Parallelamente, il presidente francese ha affrontato anche la situazione geopolitica in Medio Oriente, indicando come priorità la ripresa dei negoziati sull’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale. Macron ha affermato che è necessario lavorare per la stabilizzazione dell’area e per garantire la libertà di navigazione nel rispetto del diritto internazionale, auspicando una soluzione diplomatica nelle prossime settimane.


