Esteri
Maduro e la moglie in carcere a Brooklyn. Il ministro della Difesa del Venezuela: "Uccisi a sangue freddo civili e sicurezza del presidente"
Gli Stati Uniti non considerano Delcy Rodriguez presidente legittima, dopo che la Corte suprema ha affidato alla vice di Nicolas Maduro l'incarico ad interim

Venezuela, ministro Difesa: "Uccisi a sangue freddo civili innocenti e sicurezza Maduro"
Il raid statunitense avvenuto ieri con cui le forze Usa hanno catturato l'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro ha comportato l'"uccisione a sangue freddo (di) gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti". Lo ha denunciato il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, in un videomessaggio.
Venezuela, Rubio: "Non consideriamo Rodriguez presidente legittimo"
Gli Stati Uniti non considerano Delcy Rodriguez presidente legittima, dopo che la Corte suprema ha affidato alla vice di Nicolas Maduro l'incarico ad interim. Lo ha chiarito il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con Abc News e sottolineando di non ritenerla legittima perché "non crediamo che questo regime sia legittimo in quanto frutto di elezioni...E non siamo solo noi. Sono circa 60 i paesi in tutto il mondo che condividono questa opinione". "In definitiva - ha sottolineato - la legittimità del loro sistema di governo deriverà da un periodo di transizione e da elezioni reali, che finora non hanno avuto".
Venezuela, Maduro condotto nel carcere di Brooklyn
Il leader venezuelano Nicolas Maduro è stato condotto nel penitenziario statunitense di Brooklyn dopo essere stato trasportato in elicottero a Manhattan. Lo riporta la Cnn diffondendo immagini del trasferimento di Maduro in carcere scortato da veicoli della polizia.
Maduro, il no all'esilio prima dell'attacco Usa: il retroscena
Donald Trump ha offerto a Nicolas Maduro l'esilio in Turchia. Il presidente del Venezuela ha detto no e il presidente degli Stati Uniti ha ordinato l'attacco condotto tra il 2 e il 3 gennaio, con l'arresto del leader di Caracas. E' il New York Times a svelare i dettagli che hanno portato all'interruzione del dialogo e all'ordine di Trump.
Maduro, davanti alla proposta di riparare in Turchia, avrebbe ''rifiutato con rabbia'', secondo fonti americane e venezuelane coinvolte nei negoziati, poi falliti. "Gli ho detto che doveva arrendersi, doveva cedere. Non ho voluto trattare. Ho detto 'No, dobbiamo agire'", ha detto Trump riassumendo gli ultimi contatti con il presidente venezuelano.
Gli ultimi giorni
Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore americano, ha confermato che l'operazione era sostanzialmente pronta per Natale. Gli Stati Uniti hanno privilegiato i raid in Nigeria contro l'Isis, condotti il 25 dicembre, e hanno poi aspettato le condizioni meteo favorevoli per agire in Venezuela. Dopo una settimana di attesa, è arrivato il semaforo verde. Maduro ha avuto tempo fino a Natale, in sostanza, per evitare l'escalation. Il presidente del Venezuela nelle sue ultime apparizioni pubbliche ha spesso mostrato un atteggiamento di sfida, dando l'impressione di sottovalutare i messaggi provenienti da Washington: ha scommesso sul bluff di Trump, sottolinea il New York Times, e ha perso.
Washington ha puntato su Rodriguez
L'offerta di una via d'uscita a Maduro è maturata mentre gli Stati Uniti stabilivano un dialogo sempre più stretto con la vicepresidente Delcy Rodriguez, individuata come candidata alla successione. La 56enne, scrive il quotidiano, ha "impressionato i funzionari di Trump con la sua gestione dell'industria petrolifera cruciale del Venezuela. Le persone coinvolte nelle discussioni hanno affermato che gli intermediari hanno convinto l'amministrazione che" Rodriguez "avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani nel Paese". "Seguo la sua carriera da molto tempo, quindi ho un'idea di chi sia e di cosa faccia", il giudizio di un alto funzionario statunitense.
Trump, nella conferenza tenuta il 3 gennaio a Mar-a-Lago, ha spiegato che gli Stati Uniti assumeranno il controllo del Venezuela e collaboreranno con "un gruppo" per garantire la transizione. Il presidente non ha fatto nomi, ma è evidente che Rodriguez costituisca un punto di riferimento chiave in questa fase: "Non sto affermando che sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è certamente una persona con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui", ha aggiunto il funzionario.
