Malta, quarta vittoria consecutiva per i laburisti: Robert Abela si conferma Primo Ministro, sconfitto Alex Borg
A Malta il Partito laburista guidato dal premier uscente Robert Abela ha vinto le elezioni generali svolte ieri, assicurandosi così un quarto mandato consecutivo alla guida del Paese. È quanto emerge dalle stime diffuse dai media locali, mentre i risultati ufficiali sono attesi nel corso della giornata.
Nel frattempo, sia esponenti del Labour sia rappresentanti del Partito nazionalista (PN) hanno riconosciuto che l’andamento dello spoglio ha chiarito fin dalle prime fasi una tendenza favorevole ai laburisti. Abela è primo ministro dal 2020, mentre il suo partito è al governo ininterrottamente dal 2013. Secondo il segretario generale del PN, Charles Bonello, il distacco tra le due forze politiche dovrebbe aggirarsi intorno alle 18mila preferenze. Se confermato, si tratterebbe di un vantaggio comunque ampio ma sensibilmente ridotto rispetto al 2022: in quell’occasione il Labour aveva ottenuto il 55,1% dei voti contro il 41,7% del PN, con uno scarto di 39.474 voti. Alle elezioni di ieri l’affluenza ha raggiunto l’87,42%, segnando un aumento di 1,82 punti percentuali rispetto alla precedente consultazione.
Il voto si è svolto in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Il premier Abela lo aveva infatti convocato lo scorso 27 aprile, circa un anno prima del termine previsto, motivando la scelta con le tensioni internazionali legate alla guerra in Iran. “Alla luce dell’attuale situazione mondiale e delle sfide, il Paese ha bisogno di un mandato rinnovato per andare avanti con stabilità”, aveva dichiarato al momento dell’annuncio. Il principale sfidante era Alex Borg, avvocato trentenne e nuovo leader del Partito nazionalista, alla sua prima vera prova elettorale dopo la recente nomina. Tra i temi centrali della campagna elettorale c’è stato anche il costo dell’energia: Malta, infatti, importa quasi interamente le proprie forniture energetiche e il tema delle bollette ha avuto un forte peso nel dibattito pubblico. Gli elettori aventi diritto al voto erano oltre 350mila.

