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Esteri

Il mondo dara' martedì l'addio a Nelson Mandela con il memotriale nello stadio di Soweto, a Johannesburg, a cui assisteranno una settantina di leader stranieri e almeno 80.000 persone. Tra i pochi selezionatissimi ospiti che parleranno alla cerionia ci saranno il presidente americano Barack Obama, il leader cubano Raul Castro e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon e quattro dei tanti nipoti di 'Madiba'. Per l'Italia ci saranno il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e la presidente della Camera, Laura Boldrini.

L'evento sara' trasmesso in diretta su schermi giganti allestiti in altri tre stadi di Johannesburg. Stamane a rendere omaggio al leader della lotta contro l'apartheid e' stato il premier britannico David Cameron che, durante una sessione parlamentare speciale a Londra, ha ricordato la sua "fede nella dignita' umana" e la capacita' di perdonare. Per il rappresentante di Londra, il modo migliore di onorare la memoria di Mandela e' raddoppiare gli sforzi per sradicare la poverta'. Ci sara' anche Cameron, insieme ai tre ex premier britannici, John Mayor, Tony Blair e Gordon Brown, al memoriale di domani a Soweto.

l tre a loro, decine di capi di Stato e di governo arrivati in Sudafrica per rendere omaggio al padre della patria arcobaleno. Tra questi non ci saranno pero' i piu' alti rappresentanti di Israele: il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che per motivi di costi e sicurezza non potra' partecipare alle cerimonie, mentre per ragioni di salute manchera' l'appuntamento anche il presidente Shimon Peres. Al loro posto un ministro o il presidente della Knesset. Sara' invece presente il presidente palestinese, Abu Mazen. Stamane anche il Parlamento sudafricano ha tenuto una sessione speciale per ricordare 'Madiba'. Lodi sperticate e grandi omaggi si sono susseguiti da parte dei deputati.

A prendere la parola anche l'opposizione, con la leader di Alleanza Democratica, Helen Zille, e Mangosuthu Buthelezi dell'Inkatha Freedom Party. Su uno schermo gigante fuori dall'aula scorrevano le parole dei discorsi piu' famosi di Mandela, mentre i deputati lasciando l'aula intonavano canti e balli in sua memoria, con le lacrime agli occhi.

LA FIGLIA: E' MORTO FELICE CON TUTTI NOI INTORNO  - "Ci ha avuti vicini fino all'ultimo respiro: i figli, i nipoti, la moglie Graca": a raccontare alla Bbc gli ultimi momenti di Nelson Mandela e' Mazakiwe, figlia della prima moglie Evelyn Mase. "Sono stati momenti meravigliosi, lui era felice perche' noi eravamo li'" ha detto la donna 58enne direttore della Fondazione del padre e alla guida dell' Industrial Development Group, con interessi nel settore petrolifero e minerario. Mazakiwe ha quindi parlato della filosofia del padre la cui lotta non era solo per la liberta' politica ma soprattutto per quella spirituale. "Parlava del coraggio di perdonare. Perdonare e' una cosa difficile - diceva - e penso che sapesse che se non avesse perdonato sarebbe rimasto per sempre imprigionato".

LETTA - "Sono in partenza per andare a rendere omaggio a una delle figure forse piu' importanti del nostro tempo". Cosi' il premier Enrico Letta parlando al forum italo-spagnolo, ha spiegato il motivo per cui il vertice di domani e' stato rinviato, perche' sia lui che il premier Mariano Rajoy saranno domani in Sudafrica per partecipare alla cerimonia di commemorazione di Nelson Mandela.

Dal coro mondiale di cordoglio per la scomparsa di Nelson Mandela si e' staccata la voce dello sceicco Abdul-Rahman bin Nassir al-Barrak, un noto teologo ultraconservatore saudita. In un comunicato il religoso ha criticato "l'eccessiva esaltazione e glorificazione mediatiche" di "un uomo che e' morto da infedele e del quale si diceva fosse ateo". A suo dire "non vi e' nulla da elogiare" nell'ex presidente sudafricano "eccetto la resistenza al razzismo nel suo Paese e la pazienza con cui affronto' le proprie sofferenze". L'Islam, prosegue la nota, "non vieta di evidenziare le opere buone di un infedele", ma cio' "non ne giustifica la venerazione e la lode senza tener conto del peggiore tra i peccati, quello di non credere in Allah".

Per Barrak, vicino alla Famiglia Reale wahabita ma a suo tempo elogiato da Osama bin Laden per le sue vedute ultra-radicali, non sono state messe sufficientemente in rilievo le "cattive opere" del defunto presidente sudafricano, che "diffuse in patria l'adulterio, il libertinaggio e il consumo di alcol". Tanta venerazione, puntualizza, "si deve all'apprezzamento nei suoi confronti da parte degli Stati Uniti e dell'Onu" giacche' non ne avrebbe certamente goduto "se fosse stato un musulmano". In conclusione il teologo, famoso tra l'altro per una 'fatwa' con la quale indicava come "apostata da uccidere" chiunque promuova la mescolanza tra persone di sesso diverso, invita i correligionari a non supplicare per Mandela la misericordia divina.

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