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Mandela risponde bene alle cure. “Ma accusa problemi di memoria

Nelson Mandela, ricoverato d’urgenza mercoledi’ notte per una ricaduta dell’infezione polmonare che lo aveva colpito in dicembre, resta in ospedale, probabilmente quello militare di Pretoria. Giovedi’ l’ufficio del presidente sudafricano, Jacob Zuma, aveva fatto sapere che il 94enne paziente “sta rispondendo positivamente alle cure”. Alla sua eta’ e con tutte le tribolazioni che ha dovuto affrontare, l’eroe della lotta al regime dell’apartheid comincia ad accusare un logorio non solo fisico, con problemi di memoria, anche se si tiene sempre al corrente dell’attualita’ politica e segue le cronache. A rivelarlo e’ George Bizos, suo intimo amico ed ex avvocato, un veterano della promozione dei diritti umani che difese Mandela durante il processo per alto tradimento costatogli nel 1964 la condanna all’ergastolo.

“Malauguratamente”, ha spiegato Bizos, “ogni tanto ‘Madiba’ dimentica che uno o due dei vecchi compagni sono venuti a mancare e, quando gli si comunica che non sono piu’ tra noi, gli compare in viso un’espressione perplessa”. Bizos ha citato il caso di Walter Sisulu, primo mentore di Mandela e suo compagno di battaglie fin dalla gioventu’: e’ morto dieci anni fa, ma Mandela non se lo ricordava e percio’ ha chiesto di lui. Il fenomeno si spiega proprio con il cattivo funzionamento dei polmoni, gia’ di per se’ reso arduo dall’avanzare della vecchiaia e acuito dalla tubercolosi contratta in carcere dall’ex presidente del Sudafrica: il ridotto afflusso di ossigeno al cervello che ne consegue spiega i saltuari ‘black-out’ mnemonici. Non a caso, nell’invitare il Paese a “non farsi prendere dal panico”, e “il popolo e il mondo intero” a “pregare per ‘Madiba’ e per la sua famiglia”, Zuma ha voluto ricordare un adagio in lingua zulu: “Quando muore qualcuno che e’ molto anziano, si dice che se n’e’ andato a casa. Penso”, ha sottolineato, “che sia su cose del genere che si deve meditare in questo momento”.