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Medio Oriente, nuovi spiragli per Hormuz: accordo possibile in poche ore. E crolla a picco il prezzo del petrolio

“Siamo in trattative con gli iraniani”, ha dichiarato Bessent alla Cnbc, indicando la possibilità di un’intesa già “oggi o domani” per aprire lo Stretto

Medio Oriente, nuovi spiragli per Hormuz:  accordo possibile in poche ore. E crolla a picco il prezzo del petrolio

Stretto di Hormuz verso la riapertura. Scott Bessent: “Accordo possibile in poche ore”. Crolla il prezzo del petrolio

Si aprono spiragli concreti per la crisi dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero raggiungere nelle prossime ore l’accordo tanto atteso per la riapertura dello Stretto, con garanzie sulla libertà di transito per le navi commerciali, petroliere comprese. L’annuncio a sorpresa è arrivato dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent poco prima dell’apertura di Wall Street, causando prima un crollo dei prezzi del greggio oltre il 5% e poi spingendo i listini azionari Usa verso nuovi record. “Siamo in trattative con gli iraniani”, ha dichiarato Bessent alla Cnbc, indicando la possibilità di un’intesa già “oggi o domani” per aprire lo Stretto e “muoversi su una situazione più normalizzata” nel conflitto. Il segretario ha escluso l’ipotesi di pedaggi sul transito, parlando di semplice libertà di navigazione, e ha sottolineato che nonostante l’incertezza delle ultime settimane diverse navi sono comunque riuscite a uscire dall’area.

Gli sviluppi diplomatici arrivano all’indomani dell’ennesima sfuriata di Donald Trump contro l’Iran, accusato dal presidente Usa di “doppiezza” per non aver confermato pubblicamente l’esistenza di trattative in corso, che il tycoon continua invece a rivendicare. Proprio la via negoziale, sostenuta dagli alleati del Golfo e dai mediatori, aveva convinto Trump nel weekend a fermare un nuovo round di pesanti attacchi militari contro i pasdaran. Su Truth, Trump ha rincarato la dose sostenendo che gli iraniani “chiedono un incontro” e affermando che i colloqui sarebbero già iniziati, pur criticando l’atteggiamento di Teheran, che continua a negare qualunque trattativa diretta con Washington, dichiarando di avere rapporti solo con l’Oman.

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La versione del Qatar

Il Qatar, uno dei Paesi mediatori nella crisi, ha confermato attraverso il proprio ministero degli Esteri che gli sforzi diplomatici proseguono, ma ha escluso che siano previsti colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti. Più articolata la posizione del segretario di Stato Marco Rubio, che ha chiarito come il dialogo in corso riguardi in realtà Oman e Iran, impegnati a individuare il modo per far transitare in sicurezza un maggior numero di navi nel breve termine, in vista di negoziati più ampi sul nucleare nel lungo periodo. Secondo Rubio i progressi ci sono, anche se non si è ancora arrivati a una conclusione; ha comunque assicurato che lo Stretto è di fatto aperto, con navi in transito e petrolio che continua a passare. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha confermato che i colloqui con Muscat sono stati valutati positivamente sia sul piano tecnico che politico, mentre Teheran lavora alla definizione dei meccanismi necessari per gestire il traffico nello Stretto.

Sul fronte militare, il quadro resta però instabile. La notte scorsa un attacco ha colpito una nave mercantile al largo della costa omanita dello Stretto, secondo quanto riportato dallo United Kingdom Maritime Trade Operations Centre, gestito dalla Marina britannica. Prosegue intanto il blocco navale del Centcom contro l’Iran: alla data di oggi le forze statunitensi hanno deviato 45 navi commerciali, ne hanno neutralizzate due e sono salite a bordo di altre due, un’operazione contro cui i pasdaran hanno minacciato ritorsioni militari. La tensione si è allargata anche ad altri fronti: gli Houthi, alleati dell’Iran in Yemen, hanno rivendicato un attacco con drone contro l’aeroporto saudita di Najran, definito “un obiettivo sensibile”. In serata è arrivata anche la notizia di un attacco missilistico contro un cargo indiano nel Mar Rosso, al largo delle coste yemenite: la nave sarebbe stata affondata, secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri di Delhi.

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