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Esteri
Medio Oriente/ A Gaza altri raid aerei: undici morti

"L'esperienza prova che in queste occasioni bisogna agire in modo responsabile e non impetuosamente". Così il premier israeliano Benyamin Netanyahu al governo nella seduta odierna a Gerusalemme, riferendosi alla situazione di tensione con Gaza dopo il rapimento e l'omicidio dei tre adolescenti israeliani. "Faremo tutto il necessario per "ristabilire la quiete e la sicurezza nel sud" del paese - continua Netanyahu - chiedo ai leader arabi di mostrare responsabilità e di pronunciarsi contro i disordini, per ripristinare la tranquillità". E ha concluso:" Non c'è posto per l'incitamento contro l'esistenza dello Stato di Israele. Chiunque non rispetterà la legge sarà punito severamente".

L'esercito israeliano ha condotto almeno 15 attacchi aerei sulla Striscia di Gaza. In serata un drone ha provocato la morte di quattro militanti palestinesi "che erano armati". Altri sette presunti militanti di Hamas sono stati uccisi nei raid aerei compiuti dall'aviazione israeliana. L'esercito dello Stato ebraico fa sapere che i raid hanno avuto come obiettivi luoghi utilizzati dai militanti, tra cui alcuni per la costruzione di lanciarazzi e armi, dopo che in tutto 29 razzi sono stati lanciati dalla Striscia contro Israele durante il fine settimana. Due razzi erano destinati a colpire Beersheba, città meridionale in Israele, ma Israele fa sapere che sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome.

Il pestaggio del ragazzo palestinese e gli arresti per la morte del cugino. E' stato intanto rilasciato su cauzione Tariq Abu Khdeir, il quindicenne palestinese con cittadinanza americana cugino del Mohammad Abu Khdeir (il ragazzo palestinese di 16 anni rapito, ucciso e bruciato vivo nei giorni scorsi a Gerusalemme est), vittima di un pestaggio da parte di agenti israeliani e arrestato giovedì scorso con l'accusa di aver lanciato bombe molotov e pietre. Per nove giorni, in attesa che l'inchiesta chiarisca se abbia davvero lanciato pietre, il giovane non potrà risiedere nel campo profughi di Shuafat, a Gerusalemme Est e dovrà rimanere agli arresti domiciliari.

Il dipartimento di Stato fa  sapere che un ufficiale del Consolato Usa ha Gerusalemme ieri ha fatto visita a Tariq, in custodia alla polizia che lo ha arrestato durante scontri precedenti il funerale del cugino. La polizia di Israele sostiene che si sia opposto all'arresto, abbia attaccato gli agenti e avesse con sé una fionda. Psaki ha anche espresso preoccupazione per "l'aumento di incidenti violenti", chiedendo a israeliani e palestinesi "di fare passi per ripristinare la calma ed evitare di danneggiare innocenti".

In relazione all'omicidio di Mohammad Abu Khdeir, invece, il quotidiano Haaretz ha annunciato l'arresto di sei persone sospettate dalla polizia israeliana di aver ucciso il ragazzo palestinese, probabilmente per motivi nazionalistici. Uno ha già confessato.

La tv israeliana Canale 2 ha rivelato che i sospetti - "appartenenti ad una cellula estremistica", secondo Times Of Israel - sono di "Beit Shemesh, Gerusalemme e della colonia di Adam". Gli inquirenti - secondo Haaretz - starebbero indagando sulla possibilità, già circolata nei giorni scorsi, che i sospetti siano legati al rapimento - mancato - di un bambino palestinese di 9 anni Mussa Zalum il giorno prima di quello relativo a Mohammad Abu Khdeir.

Scontri e altri arresti. Un palestinese è stato arrestato in Cisgiordania, a Hebron, dall'esercito israeliano. Lo fanno sapere le forze armate dello Stato ebraico, senza precisare il motivo all'origine della cattura dell'uomo, identificato come Hossam Dufesh. Tuttavia potrebbe essere stato arrestato in relazione all'omicidio di tre ragazzi israeliani nella zona di Hebron, sui cui assassini i militari hanno concentrato le loro ricerche.

La portavoce della polizia dello Stato ebraico, Luba Samri, ha fatto sapere che negli scontri tra dimostranti palestinesi e polizia israeliani sono stati arrestati 22 cittadini arabi israeliani. Le proteste si sono allargate ieri da Gerusalemme alle cittadine arabe del nord di Israele, dove centinaia di persone hanno lanciato sassi contro gli agenti, che hanno risposto con granate stordenti e gas lacrimogeni, secondo quanto ha riportato la polizia israeliana.

Oggi una donna ebrea è stata attaccata e lievemente ferita da un gruppo di palestinesi a Gerusalemme Est. Il marito della donna ha estratto un'arma da fuoco e sparato, facendo fuggire gli aggressori. La polizia li sta cercando.

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