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Migranti a Ceuta e lo stop di Schengen, Madrid avverte l’Italia: “Riaprite i confini o ci saranno conseguenze”. Piantedosi: “Ne riparliamo dopo il 15”

Per Madrid la decisione italiana è “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”

Migranti a Ceuta e lo stop di Schengen, Madrid avverte l’Italia: “Riaprite i confini o ci saranno conseguenze”. Piantedosi: “Ne riparliamo dopo il 15”

 Madrid: “Roma revochi controlli alle frontiere o adotteremo misure”

Nuovo scontro a distanza tra Roma e Madrid sul caso migranti. Il governo spagnolo chiede all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto, e avverte che, in caso contrario, adotterà misura di risposta “proporzionali”. In una nota ufficiale, l’esecutivo di Madrid definisce la decisione italiana “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”, sostenendo che sia stata adottata “senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità”. 

Madrid: “Priorità al ricongiungimento familiare dei minori a Ceuta”

“Attraverso procedure garantiste, valutando ogni singolo caso, sarà data priorità al ricongiungimento familiare”, dei minori migranti giunti a Ceuta con gli ingressi in massa di una settimana fa. Lo ha assicurato la ministra per la Gioventù e l’Infanzia spagnola, Sira Rego, illustrando la strategia del governo per la gestione dei minori stranieri non accompagnati presenti nell’exclave, che ha stimato in 1.342 attualmente censiti e inseriti nel sistema di accoglienza.

Rego ha spiegato che il lavoro sarà svolto “con i servizi tecnici specializzati affinché, nel rispetto di tutte le garanzie necessarie a tutelare l’integrità e il rispetto superiore del minore” e “nel caso sia possibile, evidentemente, sarà privilegiato il ricongiungimento familiare” nei Paesi d’origine, ha aggiunto. Rego ha fatto inoltre riferimento alla riforma della legge degli stranieri, varata un anno fa dal governo Sanchez, che rende obbligatoria la redistribuzione di minori migranti “solidale e vincolante” nel resto delle comunità autonome, con una quota di 32,6 posti per ogni 100.000 abitanti, assicurando che già “dalle prossime settimane” potranno cominciare i trasferimenti dei minori migranti alle altre regioni della penisola iberica.

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Da Chigi, però, frenano le possibilità: “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia. In quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria”. Una linea ribadita anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “La sospensione del trattato di Schengen con la Spagna è una misura temporanea che è consentita dai trattati Ue, vedremo dopo il 15 agosto. E’ fatta con modalità selettive, non c’è nessun aggravio. C’è stata una reazione scomposta da parte della nostra opposizione perché forse non si può toccare un Paese a guida socialista”, ha detto il ministro intervenendo agli incontri “Bar Italia” a Sorrento organizzati da FdI. Il ministro ha aggiunto che è “difficile immaginare che le condizioni” per mantenere la sospensione “non esistono” poiché la stessa “intelligence spagnola ha dichiarato che è fondato un nuovo allarme per il 15 agosto” su Ceuta.