Usa, Trump sospende in tutto il mondo le domande per i visti di immigrazione
La nuova offensiva dell’amministrazione Trump sull’immigrazione arriva anche sul fronte dei visti regolari. Le procedure per ottenere un visto di immigrazione sono state messe in pausa a livello globale, mentre il governo americano prepara una nuova fase di controlli sui richiedenti. Al centro della decisione c’è il timore che alcune delle persone ammesse negli Stati Uniti possano successivamente ricorrere a programmi di assistenza pubblica. Per questo il Dipartimento di Stato ha iniziato, all’inizio di agosto, un percorso di formazione rivolto agli operatori impegnati nelle ambasciate e nei consolati americani. Il cambiamento sta già producendo conseguenze concrete per chi era in attesa di completare la procedura. Gli appuntamenti già programmati vengono infatti rinviati e dovranno essere nuovamente calendarizzati. Il Financial Times riferisce che diversi candidati hanno ricevuto comunicazioni nelle quali veniva annunciata la cancellazione del colloquio, senza però indicare una nuova data. La linea ufficiale di Washington è quella di rendere i controlli più uniformi e approfonditi. I funzionari consolari dovranno essere preparati anche a valutare la possibilità che un richiedente possa diventare dipendente dai sussidi pubblici dopo il trasferimento negli Stati Uniti.
La stretta non si limita però alle nuove domande. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato anche un intervento sui visti già utilizzati per entrare nel Paese. Nel mirino ci sono alcuni richiedenti asilo arrivati negli Stati Uniti con visti turistici o per motivi di lavoro. Il Dipartimento di Stato, insieme al Dipartimento per la Sicurezza interna, sta esaminando i casi di persone che, secondo le autorità americane, avrebbero utilizzato un visto temporaneo per entrare negli Stati Uniti e successivamente presentare una richiesta di protezione internazionale.
Una linea che Tommy Pigott, portavoce del Dipartimento di Stato, ha difeso con parole molto nette: “Ottenere un visto per chiedere asilo è una frode, motivo per la revoca del visto”. La Casa Bianca ha indicato in circa 200 mila il numero di visti che potrebbero essere interessati dalle nuove misure. Una cifra che, tuttavia, non è stata confermata dal Dipartimento di Stato, secondo cui gli eventuali provvedimenti saranno adottati progressivamente.
I numeri forniti dall’amministrazione mostrano inoltre quanto sia ampia la politica di revoca dei visti avviata dall’inizio del secondo mandato di Trump. Dal gennaio 2025 Washington afferma di aver cancellato più di 175 mila visti, citando tra le motivazioni anche condanne o reati, episodi di guida in stato di ebbrezza e dichiarazioni di sostegno all’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Sul fronte giudiziario, intanto, l’amministrazione ha incassato una battuta d’arresto. Venerdì scorso un giudice federale ha cancellato il provvedimento che impediva ai cittadini di 75 Paesi di ottenere visti di immigrazione, stabilendo che l’amministrazione avesse oltrepassato i poteri conferiti al segretario di Stato Marco Rubio.


