Il Parlamento del Nicaragua ha approvato in prima lettura una riforma costituzionale che impedisce a una parte dell’opposizione di candidarsi e porta da sei a sette anni la durata dei mandati. Per entrare in vigore servirà una seconda approvazione da gennaio 2027.
Nicaragua, Ortega: chi non potrà candidarsi alle elezioni
La nuova modifica costituzionale restringe ulteriormente la possibilità per l’opposizione di partecipare alle elezioni in Nicaragua.
Il testo sostenuto dai copresidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo impedisce l’accesso alle cariche elettive alle persone classificate dalle autorità come “traditori della patria”, “golpisti” o responsabili di attività considerate lesive dell’indipendenza e della sovranità del Paese. Reuters rileva che queste definizioni sono state utilizzate dal governo anche nei confronti di esponenti dell’opposizione.
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La riforma è stata approvata il 1° settembre dall’Assemblea nazionale, dove il Fronte sandinista dispone del controllo politico. Non è ancora operativa. La Costituzione nicaraguense richiede infatti due votazioni in sessioni legislative distinte. Rosario Murillo ha indicato il 18 gennaio 2027 come data dalla quale potrà iniziare la seconda approvazione.
Il provvedimento arriva dopo le dichiarazioni pronunciate da Ortega il 19 luglio. Il presidente aveva detto che in Nicaragua “non ci saranno più elezioni” per consentire all’opposizione di tornare al governo. La successiva formulazione della riforma mantiene formalmente procedure elettorali, ma limita fortemente chi può competere contro il potere sandinista.
Nicaragua, Ortega: i mandati passano a sette anni
La modifica interviene anche sulla durata delle cariche. Il mandato dei copresidenti Ortega e Murillo passa da sei a sette anni. La stessa estensione riguarda altri incarichi elettivi e i vertici dell’esercito e della polizia.
Non è la prima modifica recente delle regole istituzionali del Nicaragua. Una precedente riforma aveva già portato il mandato presidenziale da cinque a sei anni e attribuito a Rosario Murillo il ruolo di copresidente. Le elezioni presidenziali, inizialmente previste per la fine del 2026, erano state spostate alla fine del 2027.
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Il nuovo intervento ha provocato critiche in diversi Paesi dell’America Latina e negli Stati Uniti. Washington ha chiesto una maggiore pressione internazionale sul governo di Managua, mentre Panama aveva richiamato il proprio ambasciatore dopo le dichiarazioni di Ortega sulle elezioni.
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La crisi politica nicaraguense dura almeno dal 2018. La repressione delle proteste di quell’anno provocò oltre 300 morti secondo le ricostruzioni citate da Reuters e spinse migliaia di cittadini a lasciare il Paese. Le elezioni del 2021 si svolsero dopo l’arresto di diversi aspiranti candidati dell’opposizione.


