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Esteri
Caos in Nigeria, interviene Obama

Il presidente americano Barack Obama conferma che gli Stati Uniti invieranno una task force di esperti in Nigeria per contribuire alla liberazione delle oltre 200 studentesse rapite il 14 aprile nel villaggio di Chibok, nella regione nord-orientale del Paese, dai miliziani di Boko Haram. Ma non sono solo gli Stati Uniti a correre in aiuto: il Regno Unito è in procinto di spedire in Nigeria uomini delle forze speciali oltre a fornire il sostegno alle ricerche con la propria intelligence. Da Parigi il presidente Francois Hollande assicura che la Francia "farà di tutto" per aiutare la Nigeria contro uno dei "terrorismi più atroci".

Che intanto continua a imperversare: ancora nello stato del Borno, altre undici ragazze nigeriane sono state rapite dai ribelli islamisti, otto nel villaggio di Warabe e tre a Wala, a cinque chilometri di distanza. Il leader del gruppo qaedista, Abubakar Shekau, in un video diffuso online l'altro ieri, aveva annunciato nuove scorribande e l'intenzione di "vendere al mercato come schiave" gli ostaggi.

La violenza non si ferma. Un nuovo attacco degli estremisti islamici di Boko Haram al confine tra la Nigeria e il Camerun ha fatto "centinaia di morti", secondo quanto riferito da un senatore e da alcuni testimoni. Il quotidiano nigeriano 'The Punch' ha scritto che l'attacco è avvenuto nella notte a Gamboru Ngala, sempre nello Stato di Borno, e che sono state uccise 300 persone. Gli islamisti hanno fatto irruzione nella città a bordo di alcuni blindati. Il quotidiano 'Daily Trust' precisa che la notte tra lunedì e martedì uomini armati hanno attaccato il villaggio uccidendo gli abitanti in modo arbitrario. "Le persone stanno contando i corpi. Per il momento sono 200, ma ce ne sono molti di più", ha affermato Abdulrahman Terab, politico locale. Tra le vittime anche 16 poliziotti. "Gli aggressori - ha raccontato un testimone - hanno distrutto il maggiore mercato del villaggio e bruciato i prodotti che dovevano essere esportati".

L'insurrezione di Boko Haram, scoppiata cinque anni fa, ha provocato migliaia di morti soprattutto nel nordest del paese: per rappresaglia contro la popolazione, che ha fatto ricorso a corpi di sicurezza privata per proteggere le proprie abitazioni, le milizie hanno iniziato ad attaccare interi villaggi, provocando centinaia di vittime civili.

Obama: "Nigeria ha accettato il nostro aiuto". Intervistato dalla Nbc, il presidente americano ha assicurato che gli Usa faranno di tutto per aiutare le autorità nigeriane a localizzare le studentesse e si è detto felice che la Nigeeria abbia accettato l'aiuto. Sono 276 le ragazze rapite nel liceo di...nelle mani degli islamisti, in 53 sono riuscite a fuggire. "E' terribile - ha commentato Obama - come padre di due figlie, non riesco neanche a immaginare cosa stiano passando i loro genitori".

E' la priorità, ma Obama ha anche spiegato come ormai Boko Haram sia un nodo da sciogliere. "Dobbiamo affrontare il problema di simili organizzazioni che portano il caos nella vita quotidiana della gente". Obama ha spiegato che da tempo gli Usa provano a collaborare con la Nigeria per contenere Boko Haram, "una delle peggiori organizzazioni terroristiche a carattere regionale. Proprio il rapimento delle studentesse e la manifesta e umiliante incapacità delle forze locali di localizzarle "può favorire finalmente la mobilitazione internazionale per fare qualcosa contro l'organizzazione che ha perpetrato un crimine tanto orribile".

Della composizione della task force americana ha parlato diffusamente il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. Il team includerà personale dell'esercito e della polizia specializzato in intelligence, investigazioni, negoziazione in caso di ostaggi, condivisione delle informazioni, assistenza alle vittime di rapimento. Non saranno invece inviate in Nigeria le forze militari.

Il segretario di Stato John Kerry ha invece raccontato che Washington è rimasta in contatto con la Nigeria sin dal primo giorno del rapimento delle studentesse, ma che le sue ripetute offerte di aiuto sono state ignorate fino a ieri, quando lo stesso Kerry ha avuto un colloquio telefonico con il presidente nigeriano Goodluck Jonathan in un clima internazionale di grande preoccupazione per il destino delle studentesse.

Teste di cuoio dalla Gran Bretagna. Uomini delle forze speciali dell'esercito britannico forniranno il loro sostegno alla Nigeria per ritrovare le studentesse rapite da Boko Haram. La decisione è stata assunta dal Cobra, il comitato per le emergenze del governo britannico, nel corso di una riunione notturna. I dettagli dell'assistenza di Londra alle autorità nigeriane non sono ancora stati resi noti, in attesa che venga formalizzata una richiesta ufficiale di aiuto dal presidente nigeriano Goodluck Jonathan.

Hollande: "Anche la Francia farà di tutto". Il presidente francese, Francoise Hollande, intervenendo in Consiglio dei ministri a Parigi, ha detto che la Francia "farà di tutto per aiutare la Nigeria" a "ritrovare" le liceali rapite dagli integralisti islamici. E' quanto ha riferito il portavoce del governo francese, Stephane Le Foll.

Rapite altre undici studentesse. Quasi a sfidare la comunità internazionale, i miliziani di Boko Haram hanno sequestrato altre undici ragazze, sempre nello Stato di Borno. A renderlo noto è stato un portavoce delle autorità di Gwoza, cittadina situata a una decina di chilometri dal confine con il Camerun. Nella notte di lunedì, dopo le otto adolescenti rapite nel vicino villaggio di Warabe e di cui già si era avuta notizia, il commando ne ha prelevate altre tre a Wala, villaggio distante 5 chilometri. La zona è la stessa in cui il 14 aprile i guerriglieri hanno rapito 276 studentesse nel liceo di Chibok. La nuova incursione nei due villaggi sembra abbia avuto come unico obiettivo proprio la cattura di altre ragazze. Stando al racconto di numerosi testimoni oculari, contrariamente al solito gli aggressori non hanno neppure provato a colpire gli abitanti, dunque non ci sono stati morti né feriti.

          
 

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