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Notte di fuoco in Iran, è scontro totale con gli Usa. I pasdaran: “Stretto di Hormuz chiuso”

Raid di Washington contro i depositi sotterranei di Teheran. Pronta la replica: droni sulle basi americane e quattro petroliere bloccate

Notte di fuoco in Iran, è scontro totale con gli Usa. I pasdaran: “Stretto di Hormuz chiuso”

Escalation in Medio Oriente: bombe Usa sull’Iran e giallo nel Golfo per due navi in fiamme

La crisi in Medio Oriente tocca picchi drammatici. Gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di bombardamenti notturni in territorio iraniano. Il bilancio provvisorio fornito dalle autorità locali della provincia di Hormozgan è di almeno tre morti e otto feriti. Secondo il Comando Centrale americano (Centcom), che ha completato la settima notte di raid consecutivi impiegando caccia, droni e navi da guerra, l’operazione ha centrato radar, centri logistici, postazioni navali e hangar sotterranei per lo stoccaggio delle armi. Dal Pentagono il messaggio è netto: oltre 50mila soldati americani nell’area restano “vigili, letali e pronti all’azione”.

La controffensiva di Teheran e il giallo del campo minato

La replica della Repubblica Islamica non si è fatta attendere. L’esercito di Teheran ha rivendicato una serie di attacchi contro installazioni occidentali, affermando di aver “colpito obiettivi in Kuwait e Giordania” – nello specifico le basi di Al-Adiri, Ali Al-Salem e Al-Azraq – per rispondere ai raid subiti. Sotto fuoco anche una base americana in Bahrein, dove i droni iraniani avrebbero preso di mira le piste dei jet e i depositi di carburante. Raid che, secondo fonti statunitensi citate da Cbs News, avrebbero provocato il ferimento di diversi soldati americani.

Il vero fronte caldo delle ultime ore è però lo Stretto di Hormuz, dove si sta consumando una vera e propria guerra d’informazione. Le agenzie di stampa iraniane hanno subito diffuso la notizia di forti esplosioni nella zona meridionale del canale, sostenendo che due petroliere avessero preso fuoco. Secondo la Marina dei pasdaran, le navi “stavano navigando in una zona minata” e il transito nell’area è diventato “estremamente pericoloso e completamente chiuso” per via dell’offensiva statunitense.

Il blocco delle navi e la smentita di Washington

Secco il diniego che arriva da Washington: il Centcom ha liquidato via social la ricostruzione iraniana, bollando la storia delle navi in fiamme nel campo minato come una “falsa notizia”.

Poco dopo, però, i Guardiani della Rivoluzione hanno alzato la posta. Attraverso l’agenzia Irna, i pasdaran hanno annunciato il blocco di quattro imbarcazioni commerciali nello stretto e il bombardamento di obiettivi tecnologici statunitensi in Bahrein, lanciando un duro monito a tutti i paesi della regione che supportano le forze americane: “Fermate quattro petroliere a Hormuz, la via d’acqua è chiusa“. I militari di Teheran hanno poi ribadito con forza: “Abbiamo dichiarato la via d’acqua completamente chiusa”, aggiungendo che “tutti i Paesi che ospitano basi statunitensi nella regione sono partner in questi crimini di guerra”.

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