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Esteri

Se fosse in lui se ne resterebbe dove si trova, in Russia, dov'è protetto: parola di Lon Snowden, padre di Edward, la 'talpa' dell'Nsagate che dal 23 giugno scorso e' bloccato nell'area transiti dell'aeroporto moscovita di Sheremetyevo, braccato dagli Stati Uniti e in attesa che qualcuno dei Paesi cui si e' rivolto gli conceda l'asilo politico. L'uomo, intervistato dall'emittente televisiva 'Rossiya24', ha rivelato che alcune settimane fa l'Fbi gli propose di recarsi personalmente a Mosca per incontrarvi il figlio, pur precisando di voler capire con maggiore chiarezza lo scopo di tale offerta. In ogni caso, ha puntualizzato, con il Federal Bureau non intende discutere ulteriormente della faccenda, perche' in quanto cittadino americano non ha nulla di cui scusarsi, anzi, e' orgoglioso del proprio figlio. "Edward, spero che tu stia guardando", sono state le parole rivoltegli dal genitore attraverso il piccolo schermo. "La tua famiglia sta bene. Ti vogliamo bene. Speriamo che tu sia in salute, che anche tu stia bane, e di vederti presto. Piu' di ogni altra cosa, pero'", si e' affrettato ad aggiungere Lon Snowden, "io voglio che tu sia al sicuro, voglio che trovi un rifugio sicuro". L'uomo ha aggiunto di auspicare ancora che, un giorno o l'altro, il figlio possa tornare a casa: considerato pero' tutto quello che e' successo dopo lo scandalo suscitato dalle rivelazioni dell'ex dipendente della Cia, si e' detto convinto che in patria non sarebbe in grado di ricevere un processo equo e regolare, e pertanto assolutamente d'accordo con la sua decisione di restare almeno per il momento nella Federazione Russa, dove e' in attesa di un permesso speciale per poter almeno uscire dallo scalo in cui e' imprigionato, e magari dell'asilo temporaneo. Inoltre, ha tenuto a precisare, non si fida delle assicurazioni fornite dal ministero della Giustizia di Washington, secondo cui al fuggiasco non sarebbe fato nulla di male. Snowden padre al riguardo ha citato il caso di Bradley Manning, considerato l'informatore segreto di WikiLeaks: anche a lui erano state date precise assicurazioni, e ora invece si dice sia detenuto in condizioni disumane. "Edward, spero che tu stia guardando", sono state le parole rivoltegli dal genitore attraverso il piccolo schermo. "La tua famiglia sta bene. Ti vogliamo bene. Speriamo che tu sia in salute, che anche tu stia bane, e di vederti presto. Piu' di ogni altra cosa, pero'", si e' affrettato ad aggiungere Lon Snowden, "io voglio che tu sia al sicuro, voglio che trovi un rifugio sicuro".

L'uomo ha aggiunto di auspicare ancora che, un giorno o l'altro, il figlio possa tornare a casa: considerato pero' tutto quello che e' successo dopo lo scandalo suscitato dalle rivelazioni dell'ex dipendente della Cia, si e' detto convinto che in patria non sarebbe in grado di ricevere un processo equo e regolare, e pertanto assolutamente d'accordo con la sua decisione di restare almeno per il momento nella Federazione Russa, dove e' in attesa di un permesso speciale per poter almeno uscire dallo scalo in cui e' imprigionato, e magari dell'asilo temporaneo. Inoltre, ha tenuto a precisare, non si fida delle assicurazioni fornite dal ministero della Giustizia di Washington, secondo cui al fuggiasco non sarebbe fato nulla di male. Snowden padre al riguardo ha citato il caso di Bradley Manning, considerato l'informatore segreto di WikiLeaks: anche a lui erano state date precise assicurazioni, e ora invece si dice sia detenuto in condizioni disumane. A detta di Anatoly Kucherena, avvocato russo del trentenne analista informatico statunitense, Snowden padre avrebbe tuttora l'intenzione di raggiungere Mosca e, in quel caso, di cercare d'incontrare il figlio. "Un accordo sul momento del suo arrivo non lo abbiamo ancora raggiunto", ha precisato Kucherena, che e' anche membro della Camera Civica della Federazione, organo di controllo e consulenza sulle attivita' parlamentari. "Per Edward Snowden la venuta del padre e' comunque di estrema importanza, e lui stesso ha chiesto che sia contattato, perche' si trova in una situazione difficile. Ha bisogno di sostegno morale", ha sottolineato l'avvocato, il quale ha quindi ribadito che al suo assistito dev'essere accordato l'asilo: in caso contrario, ha ammonito, fara' ricorso davanti alla magistratura. Fonti legali vicine a Lon Snowden hanno d'altra parte confermato in via riservata che l'ambasciata russa a Washington ha contattato i parenti di Edward circa una loro possibile visita a Mosca. Un incontro dev'essere ancora fissato, hanno concluso, ma l'intenzione e' di proseguire lungo tale strada.

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