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Esteri

Quando la National Security Agency ha accusato nei giorni scorsi i servizi segreti dei Paesi europei di essere loro ad aver fornito i dati di cui gli Usa avevano bisogno, aveva di fatto ragione. A dimostrarlo sono nuovi imbarazzanti - una volta tanto non per Washington - documenti pubblicati dal britannico Guardian, ancora parte del 'tesoro' di dati trafugati dalla talpa dell'Nsagate, Edward Snowden. Gli 007 britannici del Gchq (l'agenzia di spionaggio elettronico gemella della statunitense Nsa, cui e' legata da un accordo di collaborazione totale) attraverso il sistema di raccolta dati Tempora realizzato nel 2008, coordinavano di fatto una rete di intercettazione europa. Rete che violava direttamente le grandi dorsali dei cavi in fibra ottica da cui passa ogni forma di comunicazione ed era alimentata dagli stessi servizi segreti dei singoli Paesi. Tra questi i piu' coinvolti erano gli 007 francesi, tedeschi, spagnoli e svedesi, cui il Gchq arrivava anche a consigliare escamotage legali per collaborare senza violare formalmente le loro leggi.

I meno collaborativi erano gli italiani, perche' "divisi" tra di loro e per le leggi italiane che 'legavano loro le mani'. E' quanto riferisce il Guardian secondo il quale gli agenti britannici - abituati come i cugini americani ad avere accesso senza limiti alle comunicazioni degli altri Paesi - esprimevano "frustrazione" per le "frizioni interne tra le agenzie italiane (Aise e Aisi, ndr) e i limiti imposti dalla legge alle loro attivita'. "Gchq ha gestito alcune (attivita') di antiterorismo e ha avuto discussioni concentrate sulla (sicurezza) di internet con entrambe le agenzie di intelligence ma hanno scoperto che i servizi italiani sono divisi e si sono dimostrati non in grado e/o non intenzionati a collaborare tra di loro", si legge nel rapporto interno. In un aggiornamento di sei mesi successivi il Gchq lamentava di essere ancora in attesa di, "una risposta dall'Aisi (il controspionaggio civile) su una recente proposta di collaborazione....gli italiani si sono dimostrati ansiosi (di collaborare) ma gli ostacoli legali potrebbero aver ostacolato la loro capacita' di rispettare l'impegno assunto". Nel pezzo del Guardian gli 007 del Gchq elogiano invece la collaborazione, apparentemente priva di ostacoli o complicazioni, di Germania, Francia, Spagna e Svezia.

Da Germania e Brasile risoluzione Onu per difesa privacy - Come annunciato Germania e Brasile hanno presentato una bozza di risoluzione all'Assemblea Generale dell'Onu per chiedere il rispetto delle privacy dei dati internet. Pur senza puntare il dito contro alcun Paese - entrambi i leader di Berlino e Brasilia sono stati vittime delle intercettazioni della National Security Agency americana - il testo chiede di porre fine agli eccessi della sorveglianza elettronica sottolineando che la raccolta illgale di dati personali, "costituisce un'azione altamente invadente". A differenza delle risoluzioni votate al Consiglio di Sicurezza quelle adottate dai 193 stati membri dell'Assemblea Generale non sono vincolanti ma se ottengono un forte sostegno hanno un peso politico consistente.

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