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"L'Iran ha mostrato serietà e sostanza mai viste prima nella due giorni negoziale sul programma nucleare di Teheran che si è tenuta Ginevra".  Lo ha detto Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, aggiungendo che le trattative sono state "utili". Theran infatti ha aperto in futuro alle ispezioni a sorpresa nei propri siti nucleari. Ma Israele non crede alla svolta di Theran Iran: Zarif, no ispezioni a sorpresa nei siti nucleari - Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha dichiarato che il suo Paese non contempla per ora la possibilita' di consentire le ispezioni a sorpresa nei propri siti nucleari, ma solo per il futuro. Le ispezioni senza preavviso sono compiute dagli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, in linea a un protocollo addizionale del Trattato di Non proliferazione Nucleare. "Abbiamo restrizioni che dobbiamo risolvere (per aderire al protocollo), ma l'importante ora e' fare passi in avanti in maniera eloquente e con un atteggiamento equilibrato", ha detto in relazioni al negoziato nucleare riavviato con i rappresentanti 5 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza piu' la Germania. In mattinata il capo negoziatore Abbas Ataqchi aveva aperto alle ispezioni a sorpresa, ma solo in un secondo tempo: "Nella prima fase questioni del genere non si pongono, ma rientrano invece in quella successiva".

Iran: Casa Bianca, "a Ginevra serieta' come mai prima" - L'Iran ha mostrato "serieta' e sostanza mai viste prima" nella due giorni negoziale sul programma nucleare di Teheran che si e' tenuta Ginevra. Lo ha detto Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, aggiungendo che le trattative sono state "utili". M.O.: Peres "pace con nemico", Netanyahu "Iran non vuole pace" - Il nuovo corso in Iran di Hassan Rohani approfondisce la frattura tra falchi e colombe in Israele, e in particolare tra Benjamin Netanyahu e Shimon Peres. Ed e' nel ricordo di Yitzhak Rabin, l'ex premier che per primo strinse la mano a Yasser Arafat dopo aver siglato gli accordi di Oslo e che fu ucciso da un estremista di destra, che la faglia e' diventata visibile tra il presidente israeliano che ha sottolineato l'importanza di "far pace con il nemico" e il premier che ha reagito indicando nel nemico colui che "non vuole la pace". La diversita' tra le due visoni sul destino di Israele accompagna il processo di pace rimesso in moto a fatica dopo tre anni, affidato all'abilita' diplomatica di una colomba come Tzipi Livni, oggi a capo della delegazione in caricata di trattare con i palestinesi. "Coloro che si illudono che lo status quo tra noi e i palestinesi possa continuare rischia di vittima delle proprie illusioni", ha detto Peres nel corso di una cerimonia a 18 anni dall'omicidio di Rabin.

"La pace con il nemico -ha continuato- va fatta per evitare di pagare quell'alto prezzo che stiamo gia' pagando e che in futuro potrebbe aumentare ancora". Benjamin Netanyahu non si e' fatto cogliere di sorpresa. "Presidente Peres, tu giustamente affermi che la pace con i nemici va fatta, ma quei nemici non vogliono la pace e chi vuol spazzarci via dalla carta geografica non e' un candidato alla pace", gli ha detto riprendendo le dichiarazioni a suo tempo pronunciate dall'ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad e implicitamente sottintendendo che Rohani non e' molto diverso dal suo predecessore. "Dobbiamo assicurarci che mentre cerchiamo la pace con i nostri vicini -ha continuato il premier israeliano- non costruiremo un gradino utile a quei nemici in territori vicini al cuore di Israele". Il riferimento di Netanyahu e' alla Valle del Giordano, che l'Autorita' nazionale palestinese vuole libera dai soldati israeliani e che invece Israele ritiene "essenziale". "Non vogliamo entita' satellite iraniane in Cisgiordania, cosi' come e' gia' accaduto ai nostri confini", ha concluso Netanyahu, e percio' ""i confini di sicurezza di Israele devono essere stabiliti li', proprio come Yitzhak Rabin indico' nel suo ultimo discorso in Parlamento diverse settimane prima della sua morte".

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