
Barack Obama, si è ispirato alla testimonianza e al lascito del premier israeliano assassinato, Yitzhak Rabin, nel discorso pronunciato giovedi’ dinanzi agli studenti israeliani. “Il discorso era mio, l’ispirazione di Rabin”, ha rivelato lo stesso presidente americano alla famiglia del premio Nobel per la Pace poco dopo aver collocato una corona di fiori sulla sua tomba, sul monte Herzl a Gerusalemme. Obama -che era accompagnato dal presidente, Shimon Peres, e dal premier, Benjamin Netanyahu- sulla tomba di Rabin e’ stato accolto dalla figlia, Dalia, dal figlio Yuval e dai nipoti. In ossequio alla tradizione ebraica, il presidente Usa ha depositato una corona di fiori e anche una pietra sulla lapide dell’ex-premier assassinato, una pietra -ha informato la Casa Bianca- prelevata dal sito del memorial a Martin Luther King, a Washington, a testimonianza del legame tra Israele e Usa.
Il discorso pronunciato giovedi’ dinanzi a circa 500 studenti israeliani -in cui, lontano dalla retorica e con parole dirette al cuore, Obama ha detto ai giovani che sono loro ad avere la chiave del cambiamento- e’ stato oggi salutato dai commentatori internazionali come tra i piu’ importanti pronunciati dal presidente americano, una pietra miliare al pari di quello pronunciato al Cairo nel 2009 all’inizio del suo primo mandato.
C’era il presidente palestinese Abu Mazen ad attendere Barack Obama nella breve visita privata del presidente Usa alla basilica della Nativita’, a Betlemme. Con Abu Mazen c’erano il sindaco Vera Babun e diversi leader religiosi. Il capo della Casa Bianca era accompagnato dal segretario di Stato John Kerry. Babun ha espresso sconcerto per la scarsa durata della visita, 26 minuti appena, ma ha auspicato che il presidente americano cambi atteggiamento in merito al conflitto israelo-palestinese. “E’ importante che venga, veda ed ascolti, perche’ abbiamo bisogno di fatti”, ha affermato il sindaco, riferendosi alle aspirazioni palestinesi di avere un loro Stato.
