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Esteri
Obama: “Pronti a distruggere l’Isis”

Barack Obama vuole intensificare gli sforzi, sia militari che diplomatici, contro lo Stato islamico (Isis). Nella notte il presidente americano svelera' la sua strategia anti-jihadista e probabilmente annuncera' che i raid aerei gia' in corso contro le postazioni jihadiste nel nord dell'Iraq saranno estesi alla Siria. Secondo alcuni media americani inoltre il capo della Casa Bianca ha gia' chiesto al Congresso il via libera per armare i ribelli dell'opposizione moderata al regime di Assad.

Ma lo sforzo sara' doppio: a quello militare ne sara' affiancato uno diplomatico. Obama sta premendo per formare una coalizione estesa ad almeno 40 paesi, con i membri delle Nazioni Unite affiancati da arabi sunniti alleati. Importante per gli Usa sara' anche il sostegno della Turchia. Prima del discorso alla Nazione, il presidente ha riunito i verticimilitari alla Casa Bianca: in sostanza, un gabinetto di guerra. La Francia intanto ha assicurato la sua disponibilita' a partecipare ai raid aerei sull'Iraq, se sara' necessario. Parigi valuta anche un intervento in Siria, ma "con modalita' diverse", ha precisato il ministro degli Esteri laurent Fabius. Assad si e' reso disponibile a cooperare con l'Occieente contro l'Isis, e con il cordinamento di Damasco.

 



Ma Parigi non lo considera un partner nella lotta al terrorismo. Washington ha anche intenzione di meglio sostenere le forze di sicurezza irachene. In quest'ottica si inquadra la visita a sorpresa del segretario di Stato John Kerry a Baghdad. La comunita' internazionale non restera' a guardare l'Isis mentre cresce e si diffonde, ma eliminera' la sua minaccia, dall'Iraq, dalla regione, dal mondo, ha assicurato Kerry parlando dalla capitale irachena, prima tappa di un tour regionale in cui il capo della diplomazia Usa cerchera' proprio il sostegno alla strategia anti-jihadista. "Abbiamo tutti interesse nel sostenere il nuovo governo dell'Iraq in questa congiuntura particolarmente critica", ha ribadito Kerry, promettendo che "la coalizione che sta al cuore della nostra strategia globale continuera' a crescere e allargarsi nei prossimi giorni". Kerry ha assicurato inoltre che l'esercito iracheno sara' "ricostituito e addestrato".

A Baghdad, il segretario di Stato ha incontrato il nuovo primo ministro iracheno, Heidar al Abadi, dicendosi "impressionato" dai piani del suo interlocutore per la ricostruzione delle forze armate irachene e per l'impegno sul piano delle riforme politiche. Kerry ha voluto sottolineare soprattutto la disponibilita' di Abadi a "muoversi rapidamente verso la firma degli accordi sulla gestione delle risorse petrolifere necessari per risolvere le dispute con i curdi e verso una maggiore presenza e partecipazione dei sunniti nel governo". Le riforme annunciate da Abadi nel suo discorso di insediamento sono "necessarie all'Iraq per portare attorno a un tavolo tutti i segmenti della societa' irachena".

La strategia di Obama non prevede comunque l'invido di truppe di terra. Anche il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti ha confermato di non aver sentito nessuno parlare di interventi di terra". "A noi non e' stato richiesto alcun intervento aereo, ma se vi fosse tale richiesta bisognera' valutare per cosa dovremmo utilizzare l'aeronautica militare: se dobbiamo evitare che si spari su civili, io non avrei problemi a farlo, ma al momento non e' questo il caso", ha spiegato il ministro, ribadendo: per ora abbiamo dato la dsponibilita' ad armare i curdi e messo a disposizione un aereo da rifornimento e degli addestratori".

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