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Onu, Trump oggi all’Assemblea Generale. Dall’Iran all’Ucraina e Groenlandia, ecco tutti i temi che affronterà

Il presidente Usa farà il suo discorso al Palazzo di Vetro mentre la popolarità interna è ai minimi storici e gli alleati sono più scettici

Onu, Trump oggi all’Assemblea Generale. Dall’Iran all’Ucraina e Groenlandia, ecco tutti i temi che affronterà

Onu, Trump oggi all’Assemblea Generale

Donald Trump oggi salirà sul podio del Palazzo di Vetro per pronunciare il suo sesto discorso di apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in un mondo ben diverso da quello del suo primo discorso, nel 2017, “un mondo in tumulto”, scrive oggi il New York Times, “un mondo che sembra essere fuori controllo” aggiunge la Cnn, aggiungendo che il presidente americano sembra “accelerare questo caos”.

Trump parla oggi mentre sta facendo i conti con una guerra con l’Iran sempre più impopolare, che sta trascinando ancora più in basso il suo tasso di popolarità, una preoccupazione interna e globale sempre crescente sui rischi imprevedibili e catastrofici di uno sviluppo non controllato dell’intelligenza artificiale, che il tycoon continua a sostenere, e con gli alleati storici di Washington che “hanno iniziato a mettere in dubbio pubblicamente il fatto che gli Stati Uniti rimangono un partner credibile”, scrive oggi il Times. Di fronte a tutto questo, si prevede che oggi Trump nel suo discorso ripeterà che gli Stati Uniti con lui hanno raggiunto una forza senza precedenti.

Dal suo staff, anticipano che lui rivendicherà un’azione per diffondere la pace a livello globale, a fronte delle guerre, in primis in Ucraina, che continuano e altre che lui ha avviato, e per affrontare crisi che i suoi predecessori avrebbero sempre evitato di affrontare. Per quanto riguarda l’Iran, si prevede che nel discorso ripeterà che la guerra è necessaria per evitare che Teheran sviluppi l’arma atomica, un messaggio che finora non è servito a convincere gli americani sempre più preoccupati, a poco più di un mese dalle elezioni di midterm, per le conseguenze economiche del conflitto, a partire dall’impennata del prezzo della benzina e poi, a cascata, di tutti gli altri.

Sicuramente Trump rivendicherà come un successo l’accordo di sicurezza per la Groenlandia che firmerà con la Danimarca in questi giorni all’ONU, un accordo che secondo molti segna una vittoria dei danesi perché, con alcuni ritocchi al patto di Difesa che da oltre 70 anni assicura la presenza anche massiccia dei militari degli Usa, mette fine all’aggressiva campagna lanciata da Trump per ottenere il totale controllo della Groenlandia, una campagna di minacce che ha creato momenti di tensione senza precedenti in seno all’Alleanza della Nato.

Già il discorso dello scorso anno è stato segnato da durissimi attacchi alla stessa istituzione che in questi giorni si celebra, con Trump che mise in discussione la ragione di essere, e agli alleati. “I vostri Paesi stanno andando al diavolo”, disse, dilungandosi a spiegare perché i Paesi del mondo starebbero andando in malora, in primis le politiche sui migranti. Quest’anno gli umori rischiano di essere ancora più intransigenti, dal momento che Trump non ha nascosto la sua rabbia contro gli alleati che non l’hanno aiutato ad aprire lo stretto di Hormuz, chiuso da Teheran in reazione del suo attacco, senza contare quelli che hanno definito la sua guerra illegale.

Senza contare, la stizza con cui ha reagito nei giorni scorsi alla proposta da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, di rendere primo membro associato dell’Unione il Canada, vicino e storico alleato di Washington ora nel mezzo di una guerra commerciale senza risparmio di colpi avviata dai dazi imposti da Trump.

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