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Pace Usa-Iran, l’ambasciatore Massolo: “Non è un accordo vero, ma…”. Ecco cosa aspettarsi ora, l’analisi

L’ambasciatore ad Affaritaliani: “Sbloccato lo Stretto, ma equilibrio precario. Pesa l’incognita nucleare e il rischio di sabotaggi”

Pace Usa-Iran, l’ambasciatore Massolo: “Non è un accordo vero, ma…”. Ecco cosa aspettarsi ora, l’analisi
Giampiero Massolo

“Non è un accordo ma un memorandum”: l’analisi dell’ambasciatore Massolo

Non si tratta di un accordo vero e proprio, ma di un accordo quadro, o memorandum of understanding, che fissa i contenuti di un’intesa futura”. Così l’ambasciatore Giampiero Massolo commenta ad Affaritaliani il patto tra Stati Uniti e Iran, sottolineandone il carattere provvisorio ma dagli effetti già tangibili.

“Tuttavia ha già conseguenze operative abbastanza immediate, perché prevede un risultato importante per l’economia globale: lo sblocco dello Stretto di Hormuz, sia del blocco americano dei porti iraniani sia della cessazione delle attività iraniane che avevano di fatto portato alla chiusura dello stretto alla navigazione”, spiega il diplomatico.

Sul grado di stabilità e chiarezza dell’accordo, Massolo avverte che l’equilibrio tra le parti resta precario: “Questo risultato arriva con un’assicurazione americana all’Iran sul carattere permanente del cessate il fuoco, e quindi sul fatto che non riprenderanno azioni di bombardamento. Ma entrambe le parti sanno che si configura una sorta di ‘condominio’ nella regione tra Stati Uniti e Iran: qualora Teheran ecceda nel tentativo di controllare lo Stretto, potrebbe esserci una ripresa dei bombardamenti americani; e allo stesso modo gli americani sanno che un ritorno dei raid potrebbe comportare la nuova chiusura dello Stretto”.

Sui nodi ancora aperti del negoziato, il percorso si preannuncia lungo e in salita: “Il resto viene rinviato a un negoziato nei prossimi 60 giorni, un termine che è facile pensare che non verrà rispettato. Si andrà avanti oltre. E i temi sono decisivi: il programma nucleare iraniano, il congelamento dell’arricchimento, l’impegno a rinunciare a qualsiasi velleità di acquisire armi nucleari, e il destino di circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, quindi molto vicino alla soglia militare, che verrà probabilmente diluito e reso inutilizzabile a fini bellici”.

Infine, sugli scenari futuri Massolo evidenzia la fragilità complessiva dell’intesa e i possibili rischi di destabilizzazione: “Resta però un quadro fragile, esposto al rischio di sabotaggi da parte di chi non vuole che questa intesa funzioni: principalmente gli israeliani e anche settori intransigenti all’interno dell’Iran, in particolare tra i Pasdaran”. 

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