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Esteri
Papa Francesco ha un altro nemico: Steve Bannon

Steve Bannon è in Italia dove ha incontrato Matteo Salvini e Giorgia Meloni che hanno aderito a “The Moviment” che l’americano guida insieme a Mischael Modrikamen.

L’interesse del l’ex consigliere di Donald Trump per il nostro Paese è ben noto e data tempi non sospetti, addirittura prima delle elezioni che hanno portato alla guida del Paese il governo giallo-verde.

Dunque si sta prospettando il consolidamento di un arco sovranista che va dalla Russia, all’Europa, agli Stati Uniti.

Ma non è solo sul fronte politico che il sovranismo è protagonista. Le difficoltà che sta attraversando Papa Francesco con gli scandali sulla pedofilia nella Chiesa Cattolica, guarda caso proprio negli Usa, offrono il fianco alla costituzione dentro la Chiesa stessa di un movimento tradizionalista in opposizione al globalismo di Papa Bergoglio.

Cardinali e vescovi americani hanno da poco dato pieno sostegno all’iniziativa antipapale dell’ex nunzio Vaticano a Washington, Carlo Maria Viganò.

Ne ho già parlato qui:

http://www.affaritaliani.it/cronache/papa-francesco-venti-cardinali-vescovi-usa-chiedono-una-indagine-558629.html

Dunque Monsignor Viganò non è più solo nella sua crociata e la reazione avviene proprio nella nazione più potente del mondo, e cioè dal ricco episcopato americano.

E qui che Bannon e Viganò trovano un punto di convergenza. Il movimento cattolico contesta al Papa, oltre il fatto in sé di aver coperto un cardinale americano pedofilo, le troppe aperture “a sinistra” e specificatamente verso i migranti, tema questo, tra l’altro, che fu motivo di frizione iniziale proprio tra Donald Trump e il Pontefice a riguardo della costruzione del muro con il Messico.

L’Asse Roma-Washington quindi di fatto è costruito su due binari: il primo politico e il secondo religioso. Una mistura molto pericolosa per il Papa che è in continua difficoltà anche dentro la ancora potente curia romana.

Viganò non si è limitato alla denuncia ma ha chiesto le dimissioni del Papa avendo in mente un nuovo conclave che lo potrebbe vedere, perché no, tra i protagonisti. Oltretutto un Papa italiano manca da troppo tempo.

La contrapposizione poi tra Francesco e Matteo Salvini, che oltretutto si definisce cattolico e praticante, riveste il problema di nuovi contorni e sfaccettature che restituiscono un quadro assai complesso e di difficile risoluzione per il Vescovo di Roma.

 

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