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Esteri
Parlamento Ue, Tajani in pole per il dopo-Schulz

di Andrea Deugeni
twitter11@andreadeugeni

Antonio Tajani prossimo presidente del Parlamento Europeo? Stando agli ultimi rumors che arrivano da Bruxelles raccolti da Affaritaliani.it, parrebbe proprio di sì. Con la (ri)elezione dell'ex commissario europeo all'Industria e ai Trasporti alla vicepresidenza del Ppe aumentano le sue quotazioni per la presidenza del Parlamento europeo. Nomina che verrà fatta il prossimo anno e che, come accordo informale, prevede una staffetta dei due maggiori gruppi politici del Vecchio Continente e cioè Pse e Ppe. Tajani, che nell'emiciclo di Strasburgo siede già come vicepresidente vicario del Parlamento europeo, è molto apprezzato anche dai socialisti europei e, spiegano i bene informati, potrebbe essere il candidato in pole position per sostituire il tedesco Martin Schulz. Una scalata al potere su cui incombono però due incognite.

La prima: il paracadute per Schulz. Dopo la carica di presidente del Parlamento Ue, non ci sono altre posizioni di livello da dargli rimaste libere (sarebbe comunque rieleggibile). Un problema, perché a quanto pare l'eurodeputato del Pse (in quota Spd) non è propriamente una persona modesta: non si accontenterà, dicono, facilmente e andrà, giurano sempre gli osservatori, a bussare alla porta di Angela Merkel, cercando di perorare le regioni del sistema-Paese teutonico.

La seconda incognita nella corsa verso lo scranno più alto di Strasburgo sono le posizioni troppo pro-Putin del suo sponsor (all'interno del Ppe) Silvio Berlusconi. Politico tornato recentemente a farsi vedere dopo due anni dalla condanna (e il recupero del passaporto) sulla scena internazionale, proprio  la scorsa settimana al congresso del Ppe di Madrid. Gli eurodeputati popolari dell'Est (e anche Angela Merkel) mal sopportano infatti la stretta amicizia che lega l'ex Cavaliere al numero uno del Cremlino. Amicizia scomoda nelle sedi istituzionali di un'Europa che ha fatto scattare le sanzioni verso Mosca per il conflitto in Ucraina.

Per il momento, però, gli ostacoli non appaiono insormontabili e l'endorsement fatto a Madrid a conclusione dei lavori da parte del segretario generale del Ppe Antonio Lopez Istruiz che vedrebbe Tajani come un ottimo presidente dell'emiciclo di Strasburgo prevale sulle incertezze. L'asse italiano spagnolo dunque si rafforza e anche la sortita di Berlusconi e gli incontri bilaterali dell'ex premier (Merkel, Rajoy su tutti) con gli altri leader del Ppe hanno aiutato la posizione di Tajani. Ora la palla, e l'ultima parola, spettano ai tedeschi.

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