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Esteri

Un tribunale del Cairo ha confermato in appello 21 condanne a morte per le violenze allo stadio di Port Said del primo febbraio 2012, in cui ci furono 74 morti. Per quanto riguarda gli altri 52 imputati, sono stati inflitti cinque ergastoli e 19 pene detentive piu' brevi mentre 28 sono stati assolti. La sentenza era molto attesa dopo le violenze innescate dalla precedente sentenza di fine gennaio nella citta' sul canale di Suez, ormai apertamente in rivolta contro il governo islamista del presidente Mohamed Morsi.

Gli scontri del 2011 ebbero per vittime principalmente tifosi della squadra cairota dell'Al-Ahly che avevano gia' minacciato violente proteste qualora ci fossero state assoluzioni, soprattutto tra i poliziotti. La sentenza ha condannato due alti ufficiali di polizia a 15 anni di carcere a testa, in particolare per non aver fatto aprire i cancelli impedendo cosi' la fuga ai tifosi dell'Al-Ahly rimasti schiacciati nella ressa.

Gli altri sette agenti finiti sotto processo sono stati assolti. Le 21 condanne a morte "mediante impiccagione" inflitte in primo grado sono ancora sottoposte al vaglio del Gran Mufti', che normalmente avalla le decisioni dei tribunali ma in questo ha chiesto piu' tempo per esaminare il caso. Si era ipotizzato che in appello potessero essere congelate in attesa della pronuncia del Mufti', ma il tribunale le ha confermate. A Port Said la situazione e' di massima allerta dopo che negli scontri di questa settimana ci sono gia' stati otto morti, fra cui tre poliziotti.

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egittoport saidpena di morte
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