Esteri
Quentin Deranque ucciso a Lione, Macron pizzica Meloni: "Ognuno resti a casa sua". Ecco cosa è successo
Nei giorni scorsi la premier aveva commentato la notizia dell'omicidio dell'attivista di destra, definendo il fatto "sconvolgente e doloroso"

L'attivista di estrema destra Quentin Deranque ucciso a Lione, botta e risposta tra Meloni e Macron: "Ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite". Ecco cosa è successo
Botta e risposta tra Macron e Meloni. Nei giorni scorsi, la premier è intervenuta pubblicamente sull’omicidio di Quentin Deranque, giovane militante di estrema destra francese, aggredito da esponenti della sinistra radicale. In un post sui social, Meloni ha definito il fatto "sconvolgente e profondamente doloroso" e ha sottolineato come "nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica".
La presidente del Consiglio ha aggiunto: "Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia", rimarcando la gravità del clima di tensione ideologica che, secondo lei, attraversa non solo la Francia ma diversi Paesi europei.
Le parole di Meloni hanno però suscitato una reazione diplomatica da parte della Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita ufficiale in India, ha risposto piccatamente: "Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite". La dichiarazione, rilasciata a margine di un incontro a New Delhi, è stata interpretata come un richiamo diretto all’Italia a non commentare fatti interni francesi.
L'omicidio
Intanto, l'omicidio del giovane francese resta al centro delle discussioni. Il 23enne Quentin Deranque è morto dopo essere stato aggredito a Lione, teatro di uno scontro tra gruppi di estrema destra e militanti di sinistra radicale. I fatti si sono verificati giovedì 12 febbraio intorno alle 16.30, quando un gruppo di sette donne del collettivo femminista di estrema destra Némésis stava manifestando contro quelli che definivano “gli islamisti di sinistra”. Poco distante parlava l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan, eletta con La France Insoumise.
Secondo quanto ricostruito, le attiviste di Némésis sono state strattonate e fatte cadere a terra. Nonostante le chiamate di aiuto per rinforzi, l’intervento delle persone vicine non è stato sufficiente. Mezz’ora dopo, la situazione è degenerata: un gruppo di persone incappucciate si è scontrato con i ragazzi del servizio d’ordine di area di destra, tra cui Quentin Deranque. I video mostrano una rissa tra i due gruppi. Deranque viene sbattuto a terra e colpito da più persone. Nonostante i soccorsi tempestivi, il giovane è morto in ospedale sabato 14 febbraio.
Le prime indagini e i fermi
Il 27 febbraio la Procura di Lione ha fermato quattro persone, tra cui Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare legato a esponenti di La France Insoumise. Favrot si è dimesso e sospeso dal Parlamento in attesa di ulteriori accertamenti. Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica esatta della rissa, mentre le responsabilità individuali restano ancora da chiarire.
Tra i sospettati della rissa mortale è stata citata anche la Jeune Garde, collettivo militante di estrema sinistra sciolto nel 2025. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, ha confermato che le indagini verificheranno il coinvolgimento del gruppo.
Chi era Quentin
Per diversi giorni la famiglia ha diffuso solo una fotografia del giovane. Secondo Mediapart, Deranque si era recentemente convertito al cattolicesimo, era vicino al movimento tradizionalista Academia Christiana e aveva contatti con il gruppo neofascista Allobroges Bourgoin. La partecipazione a eventi di estrema destra, tuttavia, è stata smentita dall’avvocato della famiglia. La sera dell’aggressione, il 23enne stava svolgendo servizio d’ordine per il collettivo Némésis.
Le militanti di Némésis ricordano Quentin come un giovane credente e devoto al collettivo. In un messaggio sui social, definiscono la sua morte “un sacrificio per il gruppo” e invitano a onorarne la memoria.
