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Esteri

Alle 9 del mattino ora locale, le 8 in Italia, sono iniziate in tutto l'Egitto le operazioni di voto per il referendum sulla nuova Costituzione voluta dal regime, al potere con l'appoggio determinante dalle Forze Armate. Gli oltre trentamila seggi rimarranno aperti fino alle 21, le 20 italiane, e cosi' avverra' anche domani. Sono quasi 53 milioni gli aventi diritto, cui vanno aggiunti i circa 680.000 espatriati che hanno peraltro gia' votato, l'8 e il 9 gennaio in ambasciate e consolati all'estero. La consultazione, la prima dopo il colpo di stato militare con cui il 3 luglio fu destituito l'allora presidente Mohamed Morsi, e' considerata un banco di prova per le aspirazioni presidenziali del vero uomo forte egiziano, il generale Abdel Fattah al-Sisi, ministro della Difesa e comandante dello stato maggiore interforze, ma soprattutto ritenuto l'orchestratore del rovesciamento di Morsi.

Per tale ragione, piu' che sull'esito referendario, l'attenzione e' concentrata sull'affluenza. Non a caso il presidente ad interim Adli Mansour, nominato dai militari, alla vigilia aveva rivolto un accorato appello ai concittadini: "Vi chiedo di non venire meno alla responsabilita' di cui siete debitori nei confronti della Nazione", aveva proclamato, "e di andare ciascuno al proprio seggio a votare per garantire a questo Paese un futuro migliore". Fin dal primo mattino, specie nelle grandi citta', si sono in effetti formate lunghe code di elettori in attesa.

Quanto alla bozza costituzionale, che e' stata depurata di tutte le norme d'impronta marcatamente islamista, la sua approvazione appare scontata: tanto piu' che i Fratelli Musulmani di Morsi, ormai al bando, e i movimenti alleati hanno perorato la causa del boicottaggio piuttosto che quella della bocciatura del testo. Quanto alla sicurezza, sull'intero territorio sono stai schierati centinaia di migliaia tra soldati e poliziotti: un dispositivo di prevenzione che non e' stato sufficiente a impedire lo scoppio di una bomba, poco prima dell'apertura dei seggi, nei pressi di un edificio giudiziario del popolare sobborgo cairota di Imbaba. L'esplosione non ha provocato feriti e i danni materiali al complesso sono risultati limitati, ma il segnale sulla posta in palio, e sui rischi incombenti, resta comunque chiarissimo.

Al Jazira, 8 morti in tutto il Paese per le violenze - Sono otto i morti per le violenze in Egitto in occasione del referendum costituzionale. Lo riferisce Al Jazira citando fonti mediche. Secondo il ministero dell'Interno, quattro persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco da sostenitori dei Fratelli Musulmani a Sohag, nel sud del Paese. Nella stessa citta' sono rimasti feriti 17 civili e due membri delle forze di sicurezza. Diverse invece le cifre fornite dai Fratelli Musulmani. Secondo un portavoce che ha chiesto l'anonimato, cinque manifestanti islamisti sono morti negli scontri con la polizia, due a Kerdasa, nella provincia di Giza, due a Sohag e un'altra a Beni Suef, a sud del Cairo. 

 

 

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