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Esteri
Giallo in Russia: avvelenato Patrushev, uomo del dopo Putin. Mistero mandanti

Nuovo mistero al Cremlino: "Avvelenato il braccio destro di Putin"

I gialli in Russia sembrano non finire mai. Stavolta tocca alla vicenda di Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio per la Sicurezza nazionale. Qualcuno lo avrebbe avvelenato, anche se lui è riuscito a sopravvivere. La notizia, raccontata oggi da Il Messaggero, arriva dall'informatissimo canale Telegram General SRV con la promessa di ulteriori "interessanti dettagli", dell'attentato di cui sarebbe stato vittima il braccio destro di Putin e suo ex capo nel Kgb, oggi capofila dei falchi del Cremlino.

Il canale russo scrive, come riporta il Messaggero: "Si sa che una sera Patrushev ha accusato un malore al termine del lavoro, e quasi immediatamente dopo è andato a casa. La sicurezza si è data da fare velocemente, dopo i soccorsi Patrushev è stato portato a casa in condizioni stabili". La sostanza tossica sarebbe stata un veleno sintetico, con Patrushev che si sarebbe salvato grazie alle cure mediche tempestive e, probabilmente, a una concentrazione non sufficientemente elevata della sostanza velenosa.

Secondo quanto riporta il Messaggero, secondo il canale di Telegram si tratterebbe di "un segnale non di forza ma di debolezza di Putin, che non avrebbe più un controllo assoluto della struttura di potere attorno a lui". Anche perché Patrushev è indicato da molti come uno dei pochi uomini che Putin ascolta davvero e come suo papabile successore in un ipotetico post Vladimir.

"Se è vera l'indiscrezione-bomba del canale russo, la domanda successiva è: chi ha interesse a uccidere il papabile successore dello Zar? Suoi concorrenti alla successione? O chi quella successione non la vuole, specialmente in questo periodo tumultuoso e delicato di guerra alle porte dell'Impero in cui la storia russa insegna che più facilmente si creano le condizioni per colpi di Palazzo?" si chiede il Messaggero. 

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