Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Russia, il veto della Bulgaria alle nuove sanzioni dell’Ue. Dopo Orban, ecco Radev

Russia, il veto della Bulgaria alle nuove sanzioni dell’Ue. Dopo Orban, ecco Radev

Putin sembra aver trovato un nuovo “alleato” a Bruxelles

Russia, il veto della Bulgaria alle nuove sanzioni dell’Ue. Dopo Orban, ecco Radev

Stasera è in programma il Consiglio europeo e, soprattutto alla luce di quanto concordato al G7, il focus sarà sulla guerra in Ucraina. Bruxelles spinge per aumentare la stretta su Mosca, ma c’è un problema. Le nuove sanzioni alla Russia potrebbero non essere approvate per mancanza di unanimità. Questa volta l’Ungheria non c’entra, dopo Orban c’è stato un riallineamento con le politiche europee. A mettere i bastoni tra le ruote all’Ue potrebbe essere invece la Bulgaria di Rumen Radev, il premier di Sofia fresco di nomina.

LEGGI ANCHE: Guerra in Ucraina, Putin bombarda Kiev e Zelensky lancia droni (intercettati) contro Mosca

Nelle bozze delle conclusioni del Consiglio europeo si legge che i leader spingono per “una rapida adozione”, ma nei giorni scorsi il ministro degli Esteri della Bulgaria Velislava Petrova aveva dichiarato pubblicamente che “l’efficace attuazione delle sanzioni richiede che queste contribuiscano realmente a creare le condizioni per una risoluzione diplomatica del conflitto. Per essere giustificate ed efficaci, le sanzioni dovrebbero avere un impatto economico tangibile piuttosto che un carattere meramente simbolico”. Petrova aveva poi aggiunto: “La commistione tra dimensioni politiche e religiose comporta il rischio di un’ulteriore polarizzazione e di un’escalation del conflitto militare. Né l’Unione europea dovrebbe essere dipinta come una parte che interviene nelle questioni religiose interne della fede ortodossa”.

Il riferimento è al capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill che dovrebbe entrare nel nuovo pacchetto di sanzioni Ue, per il suo ruolo attivo nel sostenere e giustificare la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Kirill è considerato molto vicino a Vladimir Putin e parte integrante dell’apparato ideologico che sostiene l’azione militare russa. La sua influenza religiosa e politica è ritenuta un elemento chiave nella mobilitazione interna a favore della guerra. Già nel 2022 l’Ue aveva tentato di sanzionare il Patriarca, ma all’epoca fu l’Ungheria guidata da Orban a opporsi.