La Corte suprema russa ha stabilito una riduzione della pena comminata all’ex oligarca Mikhail Khorodovsky, e al suo socio Platon Lebedev, da 11 anni a 10 anni e dieci mesi, accogliendo in parte le richieste presentate dai legali in appello.
La difesa dell’ex patron della major petrolifera Yukos, in detenzione dal 2003, chiedeva la scarcerazione immediata e l’annullamento di tutti i precedenti verdetti, definiti “illegali e infondati”. Khodorkovsky, ora, potra’ essere scarcerato ad agosto 2014, mentre Lebedev a maggio del prossimo anno. L’ex oligarca, che ha partecipato all’udienza di oggi in collegamento video, ha criticato duramente il lavoro degli inquirenti. “L’intero sistema legale russo sta crollando a pezzi”, ha denunciato. L’ex uomo piu’ ricco di Russia e il suo socio in affari, erano stati condannati nel 2010 – nel cosiddetto “secondo processo Yukos” – per furto di petrolio e riciclaggio a 14 anni di carcere. Contando la detenzione gia’ scontata per la condanna a otto anni nel primo processo per frode fiscale e reati connessi, i due dovevano essere liberati nel 2017. Nel 2011, il tribunale della citta’ di Mosca ha ridotto loro la pena di un anno e nel 2012 l’ha ulteriormente diminuita da 13 a 11 anni, ricorda l’agenzia Rapsi che si occupa di cronaca giudiziaria.
Khodorkovsky aveva osato sfidare Vladimir Putin, all’epoca ancora al suo primo mandato da presidente. Da piu’ parti il secondo processo Yukos e’ ritenuto montato appositamente per evitare la scarcerazione anticipata del carismatico oligarca e una sua possibile entrata in politica.
