La Svolacchia rinuncia al veto e l’Unione europea proroga di altri sei mesi le sanzioni alla Russia: colpite 2.600 persone, aziende ed entità russe coinvolte nell’aggressione a Kiev
Gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’Unione europea hanno concordato di prorogare fino al 15 settembre le sanzioni individuali contro oltre 2.600 persone, aziende ed entità russe ritenute coinvolte nell’aggressione all’Ucraina. La decisione non prevede alcuna esenzione, confermando la linea dura dell’Ue nei confronti di Mosca.
Tra i nomi confermati nella lista figura anche l’imprenditore Mikhail Fridman, nonostante una precedente sentenza favorevole della Corte di giustizia dell’Ue. Fridman, già sanzionato da Regno Unito, Canada e Stati Uniti tra il 2022 e il 2023, aveva lasciato Londra dopo l’inasprimento delle misure britanniche, trasferendosi prima in Israele e poi a Mosca nell’ottobre 2023. Nell’aprile 2024 la Corte Ue aveva annullato le sanzioni nei suoi confronti, ma funzionari europei avevano chiarito che il suo nome sarebbe comunque rimasto nella blacklist.
Il rinnovo delle sanzioni si è sbloccato grazie alla posizione della Slovacchia, che all’ultimo minuto ha deciso di non opporsi, permettendo l’accordo finale. In passato, sia Slovacchia che Ungheria, Paesi storicamente vicini a Mosca, avevano più volte minacciato di bloccare il rinnovo, chiedendo la rimozione di alcune persone o entità dalla lista.
Resta invece in sospeso il 20esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che tornerà lunedì sul tavolo del Consiglio Esteri dell’Ue insieme alla proposta di un prestito da 90 miliardi di euro a favore di Kiev. L’estensione delle misure dimostra la determinazione dell’Unione europea a mantenere pressioni economiche e politiche sulla Russia, mentre il conflitto in Ucraina continua a generare tensioni sul fronte orientale.

